Napoli. ADL all’Antimafia: “Noi ostaggi negli stadi. Il San Paolo? Un cesso”

Il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, oggi ha parlato davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia. Infatti secondo quanto riporta il ‘Corriere dello Sport’ il presidente azzurro ha parlato cos√¨ davanti alla Commissione: “Dall’81 esiste una legge, la 91, che non è mai stata aggiornata, io la abolirei. Noi siamo ostaggio negli stadi, non possiamo fare nulla, non si possono avere rapporti coi tifosi, per esempio. Sono contento di questa audizione che credo debba dare corso ad un seguito di rapporti con le rappresentanze del mondo calcistico per poterlo rifondare. Con l’arrivo di Lotti pensavo ci fosse una rifondazione del calcio. Bisognerebbe fare tabula rasa, questo è invece il Paese dei compromessi, dei ‘non si può fare”.

Invece secondo ‘Il Mattino’ Aurelio De Laurentiis ha parlato cos√¨ su quanto accadde quattro anni fa prima della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, dove difatti un tifoso azzurro Ciro Esposito perse la vita: “Io non ho mai conosciuto Genny ‘a carogna. Allo stadio trapelava la notizia della morte di Esposito e la curva del Napoli era in subbuglio. C’era grande agitazione, i tifosi volevano fare invasione di campo. Ero in tribuna e a un certo punto sono andato dall’allora prefetto Pecoraro per invitarlo a fare una comunicazione e dire che il ragazzo non era morto. A quel punto la questura di Roma accompagnò il nostro capitano Marek Hamsik sotto la curva per cercare di spiegare lo stato delle cose a questi signori”.

La Bindi: “√à stata saggia la scelta di interloquire con la tifoseria, non si poteva fare altrimenti, ma il problema che deve porsi è se Genny la carogna è in grado di avere questa autorevolezza, la società, attraverso le sue figure, deve avere una garanzia di non aver a che fare¬ª con questi personaggi”.

De Laurentiis continua: “Non bisogna mai dimenticarsi che non è mai esistita un’adeguata legislazione di aiuto agli stadi di calcio. L’unica volta che sono stati fatti lavori, negli anni ’90, sono stati spesi 75 miliardi spesi per il San Paolo ma mi domando: quale magistrato dell’epoca ha fatto una verifica della spesa di quel budget, dato che lo stadio San Paolo è un cesso nel quale ho dovuto investire anche alcuni soldi per determinate strutture? Le mogli dei calciatori coi rispettivi figli non avevano neppure i bagni per fare i propri bisogni. Io non ho la bacchetta magica n√© voglio dire di saper far tutto, parliamo di gente che tira calci a pallone e non della bomba atomica. Mi hanno sempre fatto ridere quelli che per difendere i propri salari parlano in maniera cos√¨ complicata del calcio. Io di questo sport non sapevo nulla, quando mi parlavano del 4-4-2 pensavo fosse un modo per mettersi a tavola. In due anni ho imparato i moduli. Da quello che ho letto faccio un distinguo tra il problema accaduto per la Juve e quello delle curve che, in tutta l’Italia, sono appartenenti al mondo degli ultras che hanno una loro filosofia. Ma, ripeto, è un problema dello stato, non dei club: è una questione legislativa. Chi è che può andare allo stadio? Lo deve dire lo stato, non una società di calcio. Ad esempio, è stata creata la tessera del tifoso che ha però allontanato gli abbonati che non vogliono dare determinate generalità e cos√¨ via. A Napoli abbiamo appena 6mila abbonati, molto pochi.

Secondo ‘Il Mattino’ ADL uscito dalla Commissione Antimafia parla anche del nuovo acquisto azzurro Ounas e non solo: “Contento per Ounas? Molto. Mario Rui? Adesso vediamo, siamo appena agli inizi. Il mercato non si è ancora aperto, aspettiamo il primo luglio. Rinnovo per Reina? Ha ancora un anno, mica possiamo stare sempre a rinnovare. Sarri non va da nessuna parte il suo contratto dice già che resterà con noi altri tre anni”.

Nunzio Marrazzo