‚Äò’Mi ritorni in mente”. The Best: il poeta del calcio

Ieri è stato il decimo anniversario della morte di uno dei più grandi calciatori europei di tutti i tempi. Rispondeva al nome di George Best, detto il Quinto Beatle per il suo stile molto simile a quello della rock band più famosa e grande della musica mondiale. Lui, però, nell’animo non era un Beatle. Georgy Boy non si rispecchiava in quei quattro carismatici bravi ragazzi, ma nel poeta della musica, in Jim Morrison: un genio, un ribelle, un maledetto. Georgy faceva l’attaccante di mestiere, ma ripercorrere la sua carriera calcistica sarebbe un insulto alla sua memoria.

Infatti, cos√¨ come per Maradona o Pelè è un sacrilegio non conoscere la storia calcistica di Best, il numero 7 più famoso di tutti i tempi, ma anche il più folle e sregolato. Aveva la capacità di incantare con i suoi dribbling, sa farlo tutt’ora, seppur il compito non è più il suo, ma dei filmati che lo ritraggono mentre giocava. Sapeva cambiare la storia delle partite anche quando fisicamente era uno straccio. Riusciva a sormontare i difensori avversari anche se decisamente più grossi fisicamente. Il calcio, il Manchester United, erano una questione di vita, una questione di cuore. Ecco perch√© molto spesso disertava gli allenamenti. Le brutte prestazioni e i risultati deludenti lo frustravano. Non sopportava di vedere che i nuovi arrivati lo maltrattassero non sudandone la maglia. Gli artisti solitamente vengono considerati tanto più grandi quanto più siano stati -o siano- folli, sregolati, slacciati dalla rigida realtà quotidiana e quanto più ‚Äìinvece- fossero legati ad una loro realtà parallela. Allora George Best non può non essere considerato uno dei più grandi artisti che il mondo del calcio abbia mai conosciuto.

Purtroppo la sua figura è un po’ oscurata da altri grandi quali Maradona e Pelè, appunto. Questi miti offuscano l’immagine e la storia di un nordirlandese che ha fatto la storia, ma che si è strappatosi via la vita con le proprie mani. Non tutti sanno gestire la fama, i soldi, il prestigio e la bravura. Best era uno di questi. Non ha saputo gestirsi, si è lasciato trasportare dal denaro, dalle donne e dall’alcool. L’alcool è stata la sua più grande rovina, quella che lo portò poi alla morte, ma precedentemente a tanti problemi di salute. I tifosi lo hanno sempre amato. Semplice conquistare il cuore dei tifosi: trofei, gol, impegno, dedizione ma soprattutto classe. Bench√© se ne dica, Georgy non ha mai deluso le aspettative, seppure il suo declino fosse iniziato presto‚Ķtroppo presto ed anche i gol iniziarono a diminuire. Dai ventidue ai ventotto anni George iniziava a provare sentimenti contrastanti per coloro che avevano fatto carte false per portarlo ad indossare quella casacca rossa con rifiniture bianche di cui ora ci sono solo imitazioni, riproduzioni e ricordi. Già perch√© nei difficili anni ’60 l’Irlanda non poteva prestare i suoi talenti al calcio inglese e Best per poter crescere calcisticamente fu assunto come fattorino. Ma con il trascorrere degli anni, nel calcio, a restare invariata è solo il valore della maglia. Cambiano i volti e cambiano i rapporto e quelli tra i Red Devils e Best erano ormai logorati per le continue provocazioni del giocatore. Per George la scelta era semplice: Manchester o il ritiro. Ritiro che fu annunciato in diverse occasioni, ma che si è concretizzato solo diversi anni dopo e dopo aver vestito altre maglie di squadre minori. Perch√© per Georgy il calcio è vita. Poi l’oblio, l’alcool, la malattia ed infine la morte. Una morte rumorosa. Ormai in punto di morte George aveva capito che l’alcool non era un suo amico come pensava. Non lo era mai stato in fondo. Era un silenzioso parassita che nell’ombra gli aveva rubato la madre, il lavoro, la passione, la vita.

La sua morte ha lasciato un vuoto nei tifosi che hanno vissuto in prima persona le due gesta ma anche in chi col tempo ha potuto solo immaginarle e guardarle tramite registrazioni di pochi secondi che non sono in grado di trasmettere la magia di quei passi, di quei calci di quei gol. Sono dieci anni ed un giorno che Geoge Best è stato portato via con la forza bruta di una insignificante sostanza chiamata alcool. √à passato tanto tempo, ma Best resta sempre e comunque The Best.

Cristina Mariano