Mi ritorni in mente. Napoli-Lazio 4-3, il mezzogiorno di fuoco dal sapore europeo

3 Aprile.

Ci sono delle date più delle altre che rimangono impresse nella memoria dei tifosi. Se ci dovessero menzionare 11 Luglio 1982 oppure 9 Luglio 2006 i ricordi andrebbero inesorabilmente ai Titoli mondiali vinti dall’Italia calcistica!

Se dovessi citare 3 Aprile 2011?

Sicuramente per noi tifosi del Napoli, questa data richiamerebbe alla memoria una delle partite più belle, per aspettativa, per pathos, per esito, dell’era De Laurentis.

Una partita che segna l’attraversamento del confine tra il sogno, la speranza, quella che sembrava utopia solo qualche anno prima e, la possibilità concreta, reale, che il Napoli potesse qualificarsi alla coppa dalle Grandi Orecchie, alla CHAMPIONS LEAGUE.

Il 2 Aprile 2011, alla vigilia della 31^ giornata di Serie A 2010/11, la classifica conta al primo posto il Milan, al secondo l’INTER mentre, il NAPOLI è terzo impegnato a contrastare le risalite di una terribile e temibile UDINESE e della indecifrabile ma concreta LAZIO dell’ex Reja.

E’ il Napoli di Mazzarri, è il Napoli dei 3 Tenori (Lavezzi, Hamsik e Cavani), è un Napoli, a differenza di quanto avverrà in seguito, ancora in un certo qual modo “imparentato” con quella formazione che 3 anni prima conquistò la Serie A compiendo il doppio consecutivo salto dalla Lega Pro, è, quindi un Napoli sorprendentemente ma anche meritatamente in lotta per un posto Champions .

E’ Domenica 3 Aprile 2011, al San Paolo si gioca, nell’anticipo di mezzogiorno, Napoli-Lazio. Scontro fratricida. In caso di sconfitta il Napoli, dopo un grandissimo campionato, sarebbe risucchiato dall’Udinese e dalla stessa Lazio in una sorta di minicampionato a 3 per l’accesso diretto alla Champions. Nell’atmosfera però si respira aria di vittoria, di festa, si vuole, si deve, andare in Champions!

La Lazio sarà d’accordo a fare da vittima sacrificale? Certamente no!

Gli Spalti sono gremiti, il popolo azzurro, forte di 60mila cuori, si stringe intorno ai propri beniamini. Il Napoli si presenta con questa formazione: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Pazienza, Yebda, Dossena, Hamsik, Lavezzi e Cavani.

E’ mezzogiorno, palla al centro, fischio d’inizio…il sogno inizia a diventare realtà…ma quanto labile è il confine tra sogno ed incubo? Se potessi dare una durata a questo confine sottilissimo direi che il sogno si confonde con l’incubo per la durata di 62 minuti! Si! Un tempo e 17 minuti! Fino al 15’ minuto del secondo tempo la Lazio, sorprendentemente vince 2 a 0! San Paolo ammutolito? NO! Impaurito certamente, ma non ammutolito. Il tifo, il sostegno prosegue…il Napoli è ad un baratro, ma al minuto 15 del secondo tempo, una speranza, una luce, Dossena GOL! Il Napoli accorcia!…IL NAPOLI SI SVEGLIA! CAVANI SI SVEGLIA!

Passano due minuti ed ecco il boato: minuto 17 della ripresa…c’è il pareggio: il Matador CAVANI!

Il Napoli è ora furente, ristabilite le distanze, vuole la vittoria! Attacca! Questo Napoli è fotocopia del proprio allenatore, è passione! La passione però, si sa, ti porta ad eccedere e così, inaspettatamente, dopo infiniti assalti azzurri, in un’azione di contropiede la Lazio si riporta in vantaggio in virtù di una sfortunata autorete di Aronica. Siamo al minuto 23 della ripresa! Gelo? Macchè! Il Napoli vuole la Champions, il Napoli vuole vincere. Gli occhi da Tigre di Stalloniana memoria, appartengono a questo NAPOLI.
Il tempo passa, le azioni si susseguono, ma il risultato a meno di dieci minuti dal fischio finale non si schioda dal 2-3! Giocare, però, d’attacco fa si che spesso stazioni nell’area di rigore dei tuoi avversari, così, può capitare che ti venga fischiato un rigore a favore! E’ quello che avviene al Napoli! Siamo al 37^ minuto della ripresa, calcio di rigore per il Napoli! Atmosfera sospesa. Suspence! 11 metri per il dentro o fuori! Cavani è il rigorista!...Silenzio al San Paolo! Sfida di sguardi tra il Rigorista ed il portiere, l’arbitro fischia, rincorsa, tiro…GOOOOLLLL! 3 a 3! Il San Paolo festeggia!

Pareggio? No! Mancano ancora poco più di 5 minuti alla fine della partita! Come Italia Germania del 1970, questa partita, per una sorta di sortilegio, non può finire con un pareggio!

Al tramonto della partita, quando ormai siamo al minuto 88, dopo che sia il Napoli che la Lazio erano andate vicine al gol vittoria, CAVANI, sempre lui, partito sul filo del fuorigioco, infila con un sublime pallonetto, il portiere della Lazio. Un pallonetto che allo stesso tempo è sia concretezza che magia. Un pallonetto che personalmente mi ricorda un gol di Maradona al Milan nel 1987, non per il pallonetto ma per il lento procedere del pallone in rete! NAPOLI per la prima volta in vantaggio in questa partita! Una sola volta, ma è quella che conta alla fine! Al fischio finale NAPOLI batte LAZIO 4 a 3! Il SAN PAOLO è uno STADIO in eruzione! Il popolo azzurro è in estasi! Si ha percezione che il sogno, l’utopia, possa diventare a breve matematica certezza! Il Napoli in Champions LEAGUE! La sua prima partecipazione alla Champions League moderna! Dalla Lega Pro alla Champions League!

Da allora sono passati 9 anni, altri Napoli ci sono stati, abbiamo vinto trofei, siamo stati tante altre volte in Champions, abbiamo quasi vinto uno scudetto più innumerevoli secondi posti, ma quella partita, per il valore di quel Napoli, per il sogno realizzato, rimarrà sempre, indelebilmente, una delle pagine più belle della SSC NAPOLI e di chi ama questa squadra! Forza Napoli!

A cura di Roberto Calò