“Mi ritorni in mente”. La Pantera nera: il portoghese che ha incantato il mondo

E’ passata una settimana dall’annuncio della morte de “La Pantera Nera” per infarto, ma chi era Eusebio?
Le nuove generazioni forse lo conoscono solo per sentito dire, senza aver potuto godere dei suoi spettacoli in campo e senza realmente conoscere il suo palmarès, per ripercorriamo la sua carriera calcistica partendo dalle origini.

Eusebio, al secolo Eusebio Da Silva Ferreira, nasce nel 1942 in Mozambico da padre angolano e madre mozambicana quando una parte del continente nero era ancora sotto dominio portoghese. Per questo motivo era un portoghese. Le sue doti vengono scoperte da Béla Guttman, che dopo un assiduo corteggiamento lo ha convinto ad indossare la maglia del Benfica, squadra da lui allenata.

Dotato di tecnica e velocità straordinarie, gioca nel ruolo di attaccante registrando numeri straordinari sia nella squadra portoghese (638 gol in 614 presenze, ndr) che nelle altre squadre in cui ha militato (un totale di 733 gol in 745 partite giocate, ndr). Negli anni trascorsi nella squadra di Lisbona ha vinto 16 titoli, la Coppa dei Campioni nel 1962, fermando il dominio spagnolo del Real Madrid, e un campionato nord americano con il Toronto-Metro Croatia.
Nel 1965 vince il Pallone d’oro, nel 1968 e nel 1973 la Scarpa D’oro. Si è laureato capocannoniere in diverse stagioni sia in competizioni nazionali cher internazionali.
E’ stato, ed è tutt’ora, considerato il più forte calciatore della storia della calcio portoghese e uno dei più forti giocatori del mondo. Con la Nazionale Portoghese si è posizionato al terzo posto nel mondiale del 1966.

L’ormai tecnico ex Milan, Arrigo Sacchi ricorda un episodio che testimonia le grandi doti dell’attaccante portoghese. Proprio in occasione del mondiale del 1966, il Portogallo alla fine del primo tempo era sotto di 3 gol a 0 in favore della Corea del Nord. Nel secondo tempo Eusebio prese per mano la squadra conducendola alla vittoria, marcando ben quattro gol. La partita fin√¨ 5 a 3 per il Portogallo che si qualificò per il turno successivo.

Dopo aver trascorso quindici anni nel Benfica, Eusebio si trasferisce negli States giocando i restanti anni della sua carriera nel campionato del nuovo continente, nonostante altre piccole parentesi tra Portogallo e Mozambico.
Nel 1979 si ritira, ma continua a vivere nel mondo del calcio essendo membro del comitato tecnico della Nazionale portoghese.
In seguito al suo ritiro viene premiato da onorificenze personali e nel 2008 viene istituita l’Eusebio cup.
Nel giugno del 2013 è vittima di un ictus e si spegne il 5 gennaio 2014. Lo ricordiamo come il più grande giocatore d’Africa.

Riposa in pace Perla nera.

Cristina Mariano