Maria Sole Ferrieri Caputi, la normalità che stupisce tutti

Quella appena trascorsa è stata la settimana della svolta epocale, quella dove l’AIA ha vissuto la sua maggiore esposizione  mediatica. Il tutto dovuto alla forte decisione di indicare Maria Sole Ferrieri Caputi come direttore di gara di Sassuolo-Salernitana, facendo diventare la 31enne  di Livorno la prima donna a dirigere gli uomini di Serie A. Reazione di stampa, media digitali e tifosi contrastanti, i soliti beceri commenti sessisti e demodè uniti ad un risalto mediatico come dicevamo importante, importante per l’evento ma che lascia non poche falle. Da lodare la svolta e la decisione, ma resta il dato cardine, Per arrivare a questa scelta ci sono voluti 110 anni, in Europa è ormai consuetudine. La francese Frappart dirige in Ligue 1 da ormai 3 anni, con la nota di merito di aver diretto anche in Champions League. La collega tedesca Bibiana Stheinaus da 5 anni dirige in Bundesliga, da 7 è a disposizione della federazione per le gare maschili.

I media hanno insistito e forse esagerato a definire ogni gesto della Signora Caputi come un tabù sfatato, allora diviene facile la regressione. La direttrice di gara ha svolto la sua partita, com’è possibile che ci si stupisce di ogni azione annessa al compito da svolgere solo perchè donna?

La sua giornata inizia con la riunione con la quaterna della gara, al tavolo dell’hotel dove Maria Sole ha messo in chiaro la strategia di gara e cementificato la collaborazione con la terna nuova. Trasferimento poi allo stadio “Mapei-Città del Tricolore”, sorrisi e saluti prima del consueto sopralluogo e controllo VAR e GOAL LINE TECH. Alle 14.15 circa l’uscita per effettuare il riscaldamento, le telecamere inquadrano solo il suo viso per tentare di scorgere  una sorta di emozione che la livornese non lascia apparire, concentrazione e focus acceso sulla gara.  Poi il fischio d’inizio, quello che segna si una nuova era ma che ci ricorda quanto davvero siamo ancora arretrati. Gara diretta in modo esemplare, il VAR gli dà ragione per il rigore assegnato. Lei dirige con precisione e piglio giusto, i media montano il solito battage  con interrogativi sulla gara di Ferrieri Caputi e poi i soliti, patetici processi televisivi  per la promozione o meno.

Qualcuno direbbe che è tutto dentro a quello che è il processo di diffusione mediatica della svolta, i fatti sono la dimostrazione che siamo il solito paese arretrato. Dove ci si stupisce per una parità di genere e di ruolo raggiunta dopo 110 anni. Dove ora il nuovo problema diventa la questione linguistica, dovrà essere chiamata “arbitro” o “arbitra”? Dove non si perde tempo ed occasione per i commenti sessisti, quelli dettati dalla solita mentalità medievale. Quelli su una eventuale situazione di favoritismi per la toscana solo perchè donna, eppure i fatti dimostrano e dicono che lei la gavetta l’ha fatta eccome. Ieri si è assistito alla solita decaduta del calcio italiano, la normalità della direttrice di gara Maria Sole Ferrieri Caputi che per fare il suo lavoro sconvolge l’equilibrio di maschilisti e giudici da bar.

Maria Sole Ferrieri Caputi ha fatto la storia si, ma ha fatto quello che è normale e giusto, quello che da tempo andava fatto. Eppure bastava viverla con la solita leggerezza e con la gioia negli occhi della donna lavoratrice appassionata.

Scusaci Maria Sole, la storia l’hai fatta ma nel paese probabilmente sbagliato, dove apprezzare e sostenere è sempre un problema.