Marco Miserini e un passato al top, ma ora: “Voglio un progetto duraturo”

Settori giovanili, calcio dei grandi, prospettive e il suo futuro, abbiamo intervistato l’allenatore Uefa B e gran conoscitore del calcio giovanile, il mister Marco Miserini.

Il trainer partenopeo è fra le figure più storiche e competenti nel calcio giovanile campano, per il quale è diventato un punto di riferimento. Oltre alle esperienze in vivai come Pianura, Arzanese, Puteolana 1909, Cavese, Portici, in carriera ha guidato anche il Savoia e l’Albanova in Eccellenza, ma lo si ricorda sempre con grande affetto per l’impresa compiuta vincendo la Coppa Campania regionale con la Pasquale Foggia e le tantissime finali regionali disputate. Con gli innumerevoli giovani formati e lanciati dai professionisti e dai dilettanti in questi trent’anni, per Miserini si parla di una carriera che quest’anno l’ha portato a festeggiare le mille panchine ufficiali.

Siamo partiti dalla sua ultima esperienza da responsabile del settore giovanile dell’Acerrana e anche mister dell’Under 19 regionale che ha raggiunto la finale contro la Sarnese, poi persa (1-2, ndr): “Una soddisfazione, abbiamo costruito un’Under 19 e un’Under 18 con giovani sott’età e valorizzato tanti under che sono stati da supporto alla prima squadra che ha vinto il campionato di Eccellenza. Credo, però, e lo dico da anni, che il campionato Under 19 dev’essere ristrutturato del tutto, c’è poca competitività e troppa distanza fra le squadre durante la regolar season e solo dai playoff diventa interessante e competitivo. Bisognerebbe creare due gironi simmetrici a quelli delle prime squadre e soprattutto non farli giocare di lunedì” – esordisce il trainer.

“Qual è la cosa più difficile del mio ruolo? Un settore giovanile dev’essere considerato il serbatoio della prima squadra, i ragazzi devono giocare se meritano“. Qui si apre il discorso sugli under e i limiti imposti: “L’anno prossimo in D si scende da quattro a tre under impiegabili. Le società schierano gli under per obbligatorietà e non perché ci credono. Il Comitato e le società devono creare una trade union per favorire il reale sviluppo dei settori giovanili e non puntare esclusivamente al risultato. Ci vuole almeno un progetto triennale per vedere dei risultati, se no è molto facile che i ragazzi dai 15/16 anni in su si perdono”.

Da ultimo, Miserini si è soffermato sul suo di futuro: “L’appena conclusa è stata un’esaltante stagione, ma posso dire che onestamente bisognava dare continuità al lavoro fatto ancora di più dopo l’approdo in D, ma le vedute con il Presidente erano diverse e ho preferito salutare. Per il mio futuro? Ci sono stati vari incontri in questo mese, proposte che vanno dalla direzione di settori giovanili agonistici a squadre di Promozione come direttore dell’area tecnica della prima squadra per costruire un progetto esclusivamente fatto da giovani, e come sempre anche scuole calcio per il loro settore agonistico. Ora sono in un momento di riflessione perché capirai, dopo tanti anni onestamente mi auguro realmente di accettare un ambiente dove si possa realmente costruire con un reale progetto duraturo e sopratutto continuare a formare altri giovani e vederli giocare nelle prime squadre a prescindere dalla categoria”.