Arriva uno sfogo diretto da parte di Francesco Marigliano, calciatore classe 1988, che di campionati importanti di Eccellenza ne ha sulle spalle, avendo messo nel suo palmares “qualche” campionato vinto e una coppa Italia dilettanti. Dopo l’esperienza con il Montecalcio, si è ritrovato svincolato al 30 giugno, come tutti i tesserati dell’ultima stagione. Da un mese aspetta ancora una chiamata, come stesso da lui dichiarato dallo sfogo postato sui propri canali social.
Ecco quanto scritto da Francesco Marigliano:
Sto vivendo una situazione per me surreale.
Mai accaduta prima.
Oggi mi ritrovo qui, fermo, con il telefono in mano, aspettando una chiamata per poter tornare a fare ciò che amo, la mia professione.
Una professione che ho sempre svolto con passione, serietà e risultati.
Nonostante l’età un po’ più avanzata, se guardo agli ultimi cinque anni – dal 2020 ad oggi – posso dire di aver costruito qualcosa di importante:
• Vittoria di un campionato e una coppa
• Un altro campionato vinto
• Playoff regionali conquistati
• Un quinto posto in campionato partendo per vincere
• E solo l’ultimo anno vissuto per una scelta proiettata più sul futuro che sul presenteEppure oggi sono qui, e mi domando:
Possibile che tutto questo non conti?
Che non ci sia spazio per il merito?
Che la riconoscenza sia un’illusione, e che contino più le amicizie che il reale valore?
Ho sempre ricevuto stima, ovunque sono andato, come persona e come calciatore.
Spesso definito da tanti tra i migliori.
E allora perché mi ritrovo oggi ad assistere a situazioni paradossali?
Squadre costruite con le solite pedine, gli stessi giri, gli stessi nomi.
Non entrerò nei dettagli.
Chi mi conosce davvero, sa che non sono il tipo da scrivere post del genere.
Ma se oggi lo faccio è perché, per la prima volta, faccio fatica a trovare un senso.
Il senso di questo calcio.
Il senso di cosa significa essere calciatore oggi.




