Livorno-Napoli 1-1. Angeli & Demoni: Mertens è troppo solo, diavolo di un Benitez!

Delusione. Basta una sola parola per racchiudere la prestazione del Napoli a Livorno. All’Ardenza gli azzurri lasciano altri punti per strada, confermando un trend altalenante che non promette nulla di buono in ottica campionato. Il Napoli parte bene, gioca un buon primo tempo, va in vantaggio con merito salvo poi subire il pari la prima volta che gli amaranto si affacciano dalle parti di Reina. Nella ripresa ti aspetti l’arrembaggio pur di accorciare il gap con la Roma, e invece gli azzurri, pian piano, si spengono, un po’ per merito del Livorno, un po’ per un inspiegabile senso di rinuncia su un campo diventato terra di conquista un po’ per tutti. Pazienza, domenica, nel posticipo, arriva la Roma: prima però occhio alla parentesi con le nazionali.

Angeli

1) Dries MERTENS ‚Äì Dries contro tutti. Il belga gioca praticamente da solo contro la retroguardia del Livorno. Crea, inventa, segna. √à il faro della formazione azzurra ma è troppo solo per provare a strappare i tre punti dalla trasferta toscana. Niente più sorprese, lui s√¨ che è una certezza.

2) Josè Carlos REINA ‚Äì Primo tempo da spettatore, impotente in occasione del gol beffardo e rocambolesco di Mbaye. Nella ripresa compie un’autentica prodezza su Paulinho. √à un leader, dentro e fuori, un professionista ‚Äòcondannato’ a lasciare Napoli ma che fino all’ultimo giorno verserà ogni goccia di sudore per la maglia azzurra.

3) Federico FERNANDEZ ‚Äì Buona gara dell’argentino. Sta vivendo il momento migliore da quando veste l’azzurro ed anche senza il pilastro Albiol, trasmette tranquillità a tutto il reparto. Bravo il patron, Aurelio De Laurentiis, ad insistere sulla sua riconferma in estate.

Demoni

1) Rafael BENITEZ ‚Äì Qualcosa non va. Ora è palese. Dito puntato sul tecnico che proprio a Livorno non ha convinto per gestione e mentalità. Primo tempo discreto, nella ripresa gli azzurri vanno in campo senza motivazioni. Inspiegabile la gestione dei cambi: Callejon è fuori forma, ma si ostina comunque a tenerlo in campo. Fa bene a togliere Hamsik, un fantasma all’Ardenza, ma Zapata non offre garanzie l√¨ davanti. Senza fame, senza mordente, non si vince nulla. La Juve di Conte ne è l’esempio più lampante. A fine gara si è detto deluso. Bene, provasse a mettersi nei panni dei tifosi.

2) Josè Maria CALLEJON ‚Äì Ha bisogno di tirare il fiato, ma l’unico a non capirlo fio ad ora è stato Benitez. Lo ha tenuto in campo, fino alla fine, senza ricavarne alcun vantaggio. Si divora due potenziali occasioni nel primo tempo, scompare letteralmente nella ripresa. Ha sin qui offerto un grande contributo, ora bisogna metterlo nelle condizioni di potersi ripetere.

3) Marek HAMSIK ‚Äì Qualcuno ci spieghi davvero cosa stia accadendo allo slovacco. Va bene l’infortunio, il lento recupero, poi il calo di forma, ma adesso? Cosa c’è che non va? Dove sono finite le giocate da campione, gli inserimenti senza palla? La cresta è sempre più bassa‚Ķ

Francesco Auricchio