Le riflessioni che ci lascia Benevento-Juventus. Letizia uomo della provvidenza, Montipò parate da prima pagina

Nessuno ci credeva ma è successo. Il pari tra Benevento e Juventus non è un caso per Inzaghi, la Juventus cade ancora contro una piccola. Ma andiamo nello specifico ad analizzare gli spunti che questa partita ci lascia, una partita che entra di diritto negli annali della storia dei Sanniti.

Gaetano Letizia fa solo gol pesanti, ma che prestazioni sta tirando fuori dal cilindro?! –Pochi anni fa giocava in Eccellenza con la maglia dell’Aversa Normanna, poi il grande calcio con Carpi e Benevento. Spesso criticato di essere tanto incisivo in fase di spinta quanto poco attento in fase difensiva, sta completando il suo processo di perfezionamento tecnico-tattico iniziato lo scorso anno. Ieri l’ennesima prestazione di grande rilievo, Frabotta annullato sistematicamente e saltato con grande semplicità. Il Benevento non soffre mai dalle sue parti, moto perpetuo. Poi il gol bello quanto difficile, con la dedica a Diego Maradona che ha colorato i sogni d’infanzia. Dalle corse tra le vele di Scampia, al gol alla Juventus di Pirlo. Sliding doors.

Lorenzo Montipò rinvia le critiche, parate e prestazioni da big- Cadere per rialzarsi ancora più forte di prima. Lorenzo Montipò si è già dimostrato capace di riuscirci, nonostante la giovane età e le mille critiche ricevute. La scorsa stagione grande protagonista della cavalcata della Strega, questa stagione un inizio complicato al suo esordio in A. Tanti gol subiti e qualche errore, da quel momento solo critiche per il classe ’96 di Novara. La maturità di Lorenzo sta nello starsene in silenzio e lasciare parlare il campo. Salva il risultato sul colpo di tacco di Cutrone a Firenze, ma la parata che ricorderà per molto la realizza ieri sera. A 4 minuti dalla fine mette in angolo la precisa conclusione di Dybala, in controtempo e con le dita. Ragazzo dai modi gentili e signorili, a Novara veniva chiamato Ragno Nero. Oggi chiamatelo Ragno Giallorosso, l’Uomo Ragno Giallorosso.

Riccardo Improta diesel infinito, jolly a tutto campo- La scorsa stagione è  stato semplicemente il 12° uomo in campo, il primo cambio di mister Inzaghi. Questa stagione parte a rilento, poi mette il turbo e lascia tutti sul posto. Prima la prestazione di Firenze, Inzaghi gli dà fiducia e lui si mangia il campo trovando anche la prima rete in A. Poi la conferma contro la Vecchia Signora, un calciatore criticato e definito di Serie B stupisce la Regina della Serie A. Corre per 98 minuti riscoprendosi anche terzino per più di mezz’ora. Chiesa gli da raramente fastidio, il bianconero riesce a creare solo quando gli  sta distante(vedasi gol). Cuore, grinta e gambe.

C.Ronaldo fondamentale per la Juventus, Morata unico faro nel cantiere di Pirlo-  Mi butto nella ripetizione di un concetto abbastanza chiaro. La Juventus è CR7 dipendente, la partita di ieri lo specchio di questa considerazione. Più in generale lo specchio sono tutte le prestazioni della Juventus di Pirlo, che appare sempre più un cantiere aperto. Morata unico faro dei suoi, gol pesanti e giocate preziose per la squadra. Chiesa non incide a dovere, dopo l’assist geniale per Morata si spegne. Arthur funziona a metà, il brasiliano non sbaglia nulla nella prima frazione ma nella seconda lascia la scena. Dybala ci prova ma trova Montipò, ma un giocatore del suo calibro non può essere così intermittente. Urge cambio rotta.

Bernardeschi deve cambiare aria al più presto, rischia di finire in un pozzo senza fine- Ormai il Federico Bernardeschi ammirato con la maglia della Fiorentina è un lontano ricordo. Trovare risposte per il caso Bernardeschi sembra sempre più difficile, un giocatore pieno di talento. Talento che sembra essere intrappolato tra le panchine dello Stadium, ormai dimora del toscano. Eppure in Nazionale cambia volto, vedasi le recenti prestazioni  in Azzurro. Ieri l’ennesima caduta, entra per cambiare la partita ma con scarsi risultati. Lento e compassato, palla al piede è un mezzo disastro. Sarebbe un peccato perdere un ragazzo pieno di talento come lui, un peccato per lui e per la Nazionale. Cercasi rilancio.