L’angolo del Prof. “Napoli a due velocità e quel tifoso che traballa…”

Abbiamo già avuto modo di scrivere, in passato, quanto Napoli ed il nostro bellissimo e disastrato Mezzogiorno siano territorio di rimpianti, di occasioni sprecate alternate a slanci di entusiasmo; di problemi con radici profonde a fronte di coraggiose dimostrazioni di riscatto e positività.

A volte la nostra amata squadra di calcio sembra lo specchio di questa alternanza, ma dovremmo provare a dirlo, per una volta, con un lucido sguardo tendente comunque a sottolineare la complessiva positività dell’esperienza ‘calcio Napoli’.

Sarà deformazione professionale, ma sono tra quelli che non rinnega la storia, che non fischia a prescindere un presidente perch√©, dimenticando il passato, mi interessa vincere hic et nunc tutto il possibile. Prima di dire che il Napoli è scarso perch√© pareggia col Genoa in casa (alla fine di una gara modesta al limite dell’imbarazzante, intendiamoci!), preferisco ricordare!

Ricordare sfide epocali di nove anni fa come Napoli-Lanciano, Napoli-Savoia o Napoli-Pizzighettone; oppure le tenzoni con i grandi rivali della Salernitana (eh s√¨, al tempo i rivali erano loro, non Juve, Roma e in Europa il Borussia…). Ecco, quando penso a quel passato – e parliamo di meno di dieci anni fa – non posso che pensare che oggi, la nostra squadra, è uscita dalla Champions con 12 punti strapazzando in casa Borussia e Arsenal, che è in finale di coppa Italia, che lotterà con i gallesi per l’Europa League e che ci troviamo – sicuramente con un po’ di affanno eccessivo – ad inseguire il secondo posto (che, sempre in nome della memoria non troppo corta, mi pare essere stato il miglior risultato di sempre dell’epoca post-Diego, raggiunto solo l’anno scorso senza altri obiettivi….).

Tutto ciò per dire che va tutto bene? Assolutamente no!

Ma la critica di oggi, sviluppata in nome del senso di appartenenza a squadra, società, città e territorio, deve muoversi su un sostegno di razionale intenzione costruttiva, e non disfattista dopo un pareggio e irrazionalmente entusiasta dopo una vittoria.

Quale velocità devono impostare, il Napoli e la società, quando si tira il fiato? Sicuramente non quella relativa alla ‘spocchia di sufficienza’ che abbiamo individuato nelle gambe e nelle giocate del secondo tempo col Genoa. Ma va rispettato il progetto complessivo che vede Benitez sempre più padrone consapevole di squadra e spogliatoio; magari con una gradualità di passaggi e maturazione che non sempre il tifoso (me per primo) riesce a digerire, perch√© troppo affamato di trionfi, ma che deve fare da traino per l’atteggiamento complessivo più giusto, e quindi vincente.

Per atteggiamento complessivo si intende tutto quanto fa squadra, società e territorio, in una comune propulsione tendente a gratificare il sistema calcio partenopeo. E se lo sguardo volitivo nei confronti dei possibili miglioramenti da apportare deve essere ad ampio spettro, non può prescindere anche dall’ambiente stadio, che deve essere degno di una squadra e di una storia quale è quella del Napoli e dei napoletani. Ma la realtà di oggi, invece, è anche questa: Tribuna Nisida, costo abbonamento euro 600, settore B, fila 18, posto 12 o 13 (non ricordo bene….) spettatore abbonato, sediolino divelto e mancante da circa due mesi! Mail, fax, segnalazioni continue a stewards e personale ma….nulla! E che sarà mai….ci stringiamo un po’ (sperando bene, dato che mi accorgo che anche il mio sediolino traballa un po’…..).

Ecco, se il Napoli riuscirà ad evitare cadute quali il secondo tempo col Genoa e la struttura complessa relativa all’ambiente (leggi società, comune o chi per essi) smetterà di regalarci eterni secondi tempi fatti di sediolini mancanti, gabbie e tralicci (che degrado!!!) forse il Napoli, tutto il Napoli, maturerà a dovere per raggiungere quegli obiettivi che oggi, meritevolmente, sfiora soltanto.

Mi auguro possa coglierli in pieno quanto prima, così come mi auguro di poterli festeggiare con i cari amici tifosi, ognuno ad occupare il proprio legittimo sediolino!

 
prof. Leonardo Acone
docente di Letteratura Italiana e di Letteratura per l’infanzia presso l’Università degli Studi di Salerno