Juventus. Rabiot un talento mai sbocciato, non era meglio puntare sul Made in Italy?

Avete mai sognato di comparare un computer che abbini prestazioni di ottimo livello, sia dal punto di vista della scheda grafica, memoria di archiviazione e efficenza di software? Sicuramente qualcuno lo avrà pensato, altri, invece, lo avranno comprato. In partica è quello che è accaduto anche in casa Juventus, quando si è pensato all’acquisto di Adrien Rabiot, concretizzatosi la scorsa estate con l’approdo in bianconero. Aspettative altissime per un giocatore che viene descritto così – “Un centrocampista mancino, completo, dotato di fisico imponente, a cui abbina rapidità nei movimenti palla al piede” – caratteristiche che a Torino stanno ancora cercando di intravedere, forse solo il mancino e il fisico imponente si sono fatti, ovviamente, notare. Ma continuiamo – “Ha un’ottima capacità di inserimento con e senza palla, ma sa anche giocare negli spazi stretti, mostrando un buon dribbling e discrete capacità nel rifinire l’azione”. – Sicuramente non è stato il tecnico Maurizio Sarri a fare questa descrizione. Infine – “Può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo” e permettete di aggiungere, senza riuscire a fare bene in nessuno di questi.

Diciamo la verità, il “Duca” ha deluso ampiamente le aspettative. Sventolato al mondo intero come un fuoriclasse, forse solo la madre e manager Veronique Rabiot lo pensa ancora, si è scoperto come un normalissimo centrocampista, dotato sì di qualità, ma che attualmente non ha espresso. Del resto, nella Francia campione del Mondo lui ha svolto il ruolo di “lasciato a casa”, con Deschamps che gli ha preferito centrocampisti del calibro di Matuidi, Tolisso, Pogba, Kantè, solo per citarne alcuni. Forse la costante presenza dell’adorata mammina condiziona troppo il ragazzo, un poco come accade in una qualsiasi scuola calcio di periferia dove il padre orgoglioso rovina il figlio.

Ultimanente Rabiot è tornato alla ribalta come lo “scioperante” della Juventus, motivo? Non è mai stato favorevole al taglio stipendi operato dalla società bianconera ad inizio pandemia da Covid-19. La scorsa notte è arrivata la risposta acidamente ironica via Instagram, postando nelle storie un selfie che lo ritraeva in lettura e sdraiato, con la didascalia che recitava: “Quando ti rendi conto che è stato il tuo ultimo giorno di…sciopero“, poi accompagnato da un successivo post al veleno: “Giornali, tv, stampa: da non ingoiare”. Una testa calda o un viziato, appoggiato dalla madre, che non è costato nulla alla Juventus, in termini di cartellino, ma che costa 315 mila euro a partita. Al PSG non vedevano l’ora che scadesse il contratto, in casa bianconera con molta probabilità non vedono l’ora di salutare Adrien che pensa già alla Premier, con Paratici che già pregusta la plusvalenza e l’alleggerimento considerevole delle casse del club, visto il lauto e insensato ingaggio.

Forse, cara Juve, la scorsa estate era meglio puntare su qualche italiano sconosciuto, magari diventava un Torricelli bis.