Juventus. Osvaldo attende il debutto: “Voglio giocare il Mondiale”

In attesa del debutto con la maglia bianconera, Pablo Daniel Osvaldo e’ gia’ protagonista sugli schermi di Juventus Channel. L’attaccante italo-argentino parla della nuova avventura, dei suoi nuovi compagni di squadra, in particolare degli attaccanti che gli contenderanno una maglia da titolare e su Tevez rivela: “Tifo Boca fin da bambino e quando ero in Argentina pagavo il biglietto per vederlo e per vedere giocare Carlos. Ora essere in squadra con lui e’ fantastico”, spiega l’ex Southampton che per caratteristiche tecniche e’ piu’ simile a Llorente. “Fernando e’ un calciatore fortissimo ed un ragazzo splendido. Non ha solo la faccia da buono, lo e’ veramente”, sottolinea Osvaldo che poi racconta il suo impatto con la Juventus. “Nei primi allenamenti un po’ ho faticato, anche perche’ con il mister si corre molto, ma e’ solo questione di abitudine. Conte e’ un fenomeno. E’ preparatissimo e pretende molto, ma i risultati poi si vedono.
Qui e’ tutto magnifico, dalla struttura di Vinovo all’organizzazione della societa’. Capisci subito di essere arrivato nel piu’ grande club italiano e in uno dei migliori d’Europa”. La rivale numero 1 nella lotta al titolo sembra essere la Roma, suo ex club. “La Roma e’ una grande squadra e gioca un bel calcio, ci dara’ del filo da torcere fino alla fine. Ogni partita per noi sara’ dura, perche’ contro la Juve chiunque da’ qualcosa in piu’. Lo so bene, perche’ quando l’affrontavo da avversario avevo grandi motivazioni. Le stesse che avra’ il Verona domenica: ci aspetta una partita difficile, con una squadra di qualita’. E’ da queste gare che si deve passare pero’ se si vuole arrivare allo scudetto”. Per Osvaldo “essere alla Juve e’ gia’ un sogno e voglio farlo continuare…e poi c’e’ il Mondiale… non dico vincerlo, ma almeno giocarlo…”, dice l’italo-argentino che poi parla della sua infanzia e dei suoi primi calci. “Mio padre mi portava sempre a giocare a calcetto e in ogni ricordo avevo sempre il pallone tra i piedi. Giocavo gia’ in attacco, perche’ mi e’ sempre piaciuto segnare. Mia nonna poi mi dava dieci pesos per ogni gol, quindi ci provavo sempre e non passavo mai a nessuno. Il mio idolo? Batistuta e non poteva essere altrimenti essendo cresciuto in Argentina, ma anche Ronaldo, uno dei piu’ grandi”.
Dai primi calci al suo arrivo in Italia nel 2006. “All’inizio e’ stata dura, anche perche’ non avevo ancora 20 anni e mi mancava tutto. I primi tre, quattro mesi sono stati difficili, ho dovuto festeggiare il compleanno da solo… poi mi sono abituato, ho imparato la lingua in fretta e ora mi sento italiano”. E infatti indossa la maglia azzurra, ma Osvaldo ha giocato anche nella Liga spagnola e nella Premier inglese. “In Inghilterra ha faticato e non sono riuscito ad ambientarmi. E’ un calcio molto fisico, con contrasti durissimi. In Italia e in Spagna ci si basa piu’ sulla tecnica e sulla tattica e io mi trovo decisamente meglio”. Ha scelto la maglia numero 18: “erano pochi quelli disponibili e poi il 18 maggio e’ nato mio figlio Gianluca”. Chiusura sulle citta’ dove ha giocato: “Torino non la conoscevo e devo dire che e’ bellissima. Sono legato ad ogni citta’ nella quale sono stato: Roma e’ stupenda, cosi’ come Firenze, dove sono nate le mie figlie, ma quella che piu’ mi e’ rimasta dentro e’ Barcellona”. agi