“Io mi presentai con Rummenigge? Erano altri tempi, ovviamente io non me la sento di criticare Thohir, il quale ha molte ragioni per poter dire quello che dice. Ha bisogno di tempo per capire bene il calcio italiano, non lo conosce ancora”. A parlare dell’attuale dirigenza dell’Inter e’ l’ex presidente nerazzurro Ernesto Pellegrini, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per analizzare il momento delicato, un campo e fuori, della societa’ lombarda. “E’ giusto che prima di spendere faccia le sue valutazioni – ha detto Pellegrini, riferendosi ancora a Thohir – oggi per un giocatore neanche del livello di Rummenigge servono almeno dieci milioni. Sono d’accordo con lui, deve fare un campionato di transizione per poi fare dei colpi in estate. L’Inter non puo’ fare a meno di grandi giocatori, perche’ deve lottare sempre per vincere”.
E su Moratti, “e’ presto per dire se si sia pentito. Non ne sono sicuro, andrebbe chiesto a lui. Credo comunque che la mia sortita (disse a Moratti in un’intervista alla Gazzetta dello Sport di non cedere a Thohir, ndr) fosse solo un gesto d’amore”. Ieri sera, nel posticipo di campionato, l’Inter ha pareggiato col Chievo lamentando ancora sviste arbitrali: “Non e’ un periodo fortunato. Qualcosa non va. Non voglio lanciare accuse ma anche ieri c’e’ stato un gol assolutamente regolare. Sui rigori non mi esprimo, ma la rete di Nagatomo andava convalidata”. Infine, su Mazzarri: “Lo stimo, credo che sia un grande allenatore. Ovunque sia stato ha sempre fatto molto bene. E’ capitato in un momento sfortunato, anche perche’ le vicende societarie ovviamente influiscono. Non ho capito pero’ perche’ non fosse consapevole del prossimo passaggio di proprieta’. Sicuramente avra’ detto la verita’, evidentemente non lo ha chiesto e Moratti ha pensato di non dirglielo. Magari perche’ non era convinto al 100%”. (agi)



