Inter. Mancini: ”Non firmo per seconda piazza. Higuain? Come Messi”

Non firma per il secondo posto, dà uno striminzito 6 alla sua Inter, ma crede ciecamente nella sua squadra. Roberto Mancini è reduce dalla sconfitta di luned√¨ sera a Napoli, ma è pronto a ripartire e lo dimostra in un’intervista rilasciata nel corso di un forum al Corriere dello Sport. La sconfitta del San Paolo è costata anche la vetta della classifica che adesso appartiene agli azzurri, ma non va dimenticato che l’obiettivo di inizio stagione era il ritorno in Champions e l’Inter in questo momento sarebbe promossa direttamente. “No, non firmerei, è difficile firmare per il 2¬∞ posto per uno sportivo”. Tornando alla gara del San Paolo, il tecnico nerazzurro ammette che “il dispiacere per il risultato subito dopo la partita è forte, ma poi uno metabolizza e cerca di pensare solo alle cose positive”, dice il Mancio che non è d’accordo con Sarri quando sostiene che l’Inter ha avuto solo un’occasione in 90′. “Non mi risulta che sia andata cos√¨. Il Napoli è stato bravo e Higuain ha fatto la differenza con un gol straordinario dopo un minuto. Passare subito in svantaggio ci ha messo in difficoltà nel primo quarto d’ora, poi la partita è stata normale ed equilibrata. Credo che la nostra sia stata una delle migliori prestazioni di questo campionato e le cose positive sono state parecchie”. A proposito di Higuain, Mancini la pensa cos√¨: “In Italia è come Messi nel mondo. In Serie A c’è lui e tutti gli altri…dietro: fa 1-2 gol a partita e può essere decisivo a ogni palla che tocca. Sta dando al Napoli quello che le altre squadre non hanno”.
Mancini torna anche sull’arbitraggio di Orsato e sulle polemiche per l’espulsione di Nagatomo. “La penso esattamente come nel dopo-partita. Il primo di Nagatomo non era assolutamente un fallo da ammonizione e anche il secondo era un mezzo fallo perch√© Yuto non va diretto sull’uomo. Prima di cacciare un giocatore o di ammonirlo, il fallo deve essere davvero da ammonizione“. L’Inter è la squadra di Serie A che fa meno falli, ma ha subito 4 rossi in 14 giornate. “Dobbiamo imparare… a simulare, ma non ne siamo capaci perch√© ho una squadra composta da bravi ragazzi che non fanno le cose che non vanno fatte. C’è chi è predisposto a simulare. E non solo in area. Questa è la patria dei simulatori perch√© da noi fischiano al primo contatto, mentre in Inghilterra, in un campionato più duro, anche se non ho con me le statistiche credo ci siano meno espulsioni. In Italia si fischia e si ammonisce per niente. Tutto questo è sbagliato e gli arbitri dovrebbero imparare a fischiare di meno, senza farsi condizionare dal pubblico. Purtroppo questo è sempre stato un problema della Serie A”. Nel 2004 ha ricostruito un’Inter vincente, ora sembra aver avviato una seconda ricostruzione. “L’Inter nel 2010-11 ha finito un ciclo e, dopo aver vinto tutto, se ne sono andati giocatori chiave. Per ricostruire ci vogliono tempo e il lavoro di allenatori e dirigenti. Piano piano l’Inter arriverà a rivincere il campionato. Faccio un po’ più fatica perch√© per me questa è la seconda volta all’Inter. E se da una parte ho il vantaggio di conoscere l’ambiente, ripetersi dove hai fatto bene è sempre abbastanza complicato”.
Secondo Mancini l’Inter può comunque puntare al tricolore “perch√© crederci non costa niente e sognare è la cosa più bella che si può fare. Perch√© l’Inter ha una grande storia e una tradizione che le consente di giocarsela fino in fondo. Perch√© penso che i nostri giocatori stiano facendo un grande lavoro e non si fermeranno fino alla fine. E perch√© non avremo le coppe europee: a marzo questo potrebbe essere un vantaggio, a livello fisico e mentale, se le altre saranno ancora in corsa. Detto questo, il nostro obiettivo è qualificarci per la prossima Champions League, meglio con il secondo posto che con il terzo almeno evitiamo i playoff. Un voto alle prime 14 giornate dell’Inter? Sei. Severo? No, è una sufficienza piena. Con 6 a scuola si viene promossi“. Si dice che la sua Inter non diverta. “Meglio giocare male e vincere che perdere dando spettacolo”. Sacchi sostiene che l’Inter giochi un calcio antico. “Non c’è un depositario della verità nel calcio: non lo è Sacchi e non lo sono neppure io. Come tecnico sono uno che guarda la realtà: se avessi Gullit, Van Basten, Maldini, Baresi, Donadoni e tutti gli altri campioni di quel grande Milan giocherei un certo calcio, ma a disposizione ho un’altra rosa e quando affronto una formazione più forte che non posso mettere sotto perch√© ha più certezze ed è insieme da più anni, mi adatto. Sarebbe da fessi comportarsi in un altro modo. Una squadra cresce se fa i risultati anche all’inizio, quando non è al 100%. Rimanere attaccati alle prime può essere importante in vista della crescita futura”. Mancini parla anche di Icardi. “E’ giovane ed è il classico attaccante da area di rigore che fa sempre 20 gol. Ha un tipo di gioco che necessita dell’aiuto della squadra, ma ha margini di miglioramento importanti. Lui e Jovetic? “Hanno bisogno di giocare insieme 6 mesi e non è detto che bastino per trovare un’intesa”. (ITALPRESS)