In curva coi tacchi a spillo: viaggio nel mondo ultras al femminile

Per chi ancora crede che il connubio donna-calcio sia solo fantascienza è il momento di rendersi conto che non è cos√¨. Il questore di Salerno Alfredo Anzalone, nei giorni scorsi, ha emesso una sentenza di Daspo nei confronti di alcuni ultras, una di loro era donna. Il motivo del provvedimento disciplinare è da rinvenire nei comportamenti violenti in occasione di Salernitana-Benevento dello scorso sabato, 7 marzo, sfida per la conquista del primo posto in classifica nel campionato del girone C di Lega Pro. Nello specifico, prima dell’inizio del match, all’esterno dello stadio Arechi, i tre ultras si sono resi protagonisti di episodi di violenza nei confronti delle forze dell’ordine. I reati sono quelli di: minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, istigazione a disobbedire alle leggi ed ingiuria. La pena è Daspo per due anni, ma per uno la pena è stata superiore, 4 anni, a causa della reiterazione del reato essendo già sottoposto a tale provvedimento. Tra i tre era presente una ragazza di 23 anni, che risulta essere, probabilmente, la prima donna ultras in Campania.

L’episodio non è dei più onorevoli, però, conferma quanto le donne si siano avvicinate al mondo del calcio. In passato, ma anche attualmente, gli uomini consideravano le donne come corpi estranei all’interno del mondo del calcio. Come se ci volesse un’istruzione o un cervello particolare ed apposito per capire le regole del calcio giocato. All’interno degli stadi, e non solo, invece la presenza delle donne è cresciuta vertiginosamente. Non solo, ci sono anche squadre femminili di calcio e questo non fa altro che contribuire alla diffusione dell’amore nei confronti di questo sport da parte del gentil sesso. Anche le stesse squadre si stanno adeguando con la creazione di gadget indirizzati alle donne, come per esempio magliette, tute, sciarpe e cappelli di colori femminili. Eppure esistono ancora uomini, che non sanno reggere un dialogo calcistico con una donna, perch√© partono dal presupposto che l’habitat ideale della donna è la cucina!. Oppure che dicono: Tu sei donna, che vuoi capirne di pallone!. Non si vuole assolutamente dire che ogni donna sulla faccia della terra sia appassionata di calcio o che ogni tifosa, magari tifosa di circostanza, abbia piena coscienza delle regole del calcio giocato. Lo stesso discorso, però, vale per l’uomo. Non tutti gli uomini sono appassionati e non tutti gli uomini fanno “ne capiscono”. Eppure, sono proprio questi che per primi puntano il dito verso le donne tifose e ne mettono in dubbio la capacità di comprensione, come se l’essere uomo sia un valore aggiunto alla materia grigia maschile che permette la comprensione del regolamento di gioco di uno sport, o semplicemente come se l’essere donna significhi avere una mutilazione a livello cerebrale che non permetta di comprendere cosa, per esempio, sia un fuorigioco. Quante novità dall’avvento del nuovo millennio, con la donna che ha visto accrescere le proprie opportunità di rivalsa sociale, tra queste possiamo dire che c’è una presenza di quote rosa, non solo tra le tifose, ma anche tra gli ultras. Sarà forse un affronto per quegli uomini che ancora non accettano l’emancipazione della donna e vedono questo nuovo binomio come una simbolica evirazione? La donna, però, c’è ed ama il pallone come lo ama l’uomo.

Cristina Mariano

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