Una storia cucita sul petto in pochi mesi, una squadra resuscitata in poco tempo. Questo è il lavoro fatto da Gennaro Gattuso da quando è a Napoli. Tanta umilità e determinazione negli occhi del tecnico calabrese, che ha trasmesso il suo credo ai suoi giocatori e conquistato la coppa Italia, mettendo a tacere tutte le malelingue che circolano intorno all’ambiente azzurro, quelle che attendono finanche il pareggio per attaccarti a spada tratta e senza remore.
Non solo la sesta coppa Italia, terza dell’era De Laurentiis, porta la firma di Rino Gattuso, ma anche la pace fatta con la società. Il discorso post partita – “Avete dimostrato professionalità, personalità, senso di appartenenza. Qui c’è gente che è in scadenza di contratto, deve andar via, c’è gente che piange. Siete forti. Adesso non abbiamo più tensioni, pressioni, non ne abbiamo, e giochiamo tutti. Voglio vedere il veleno….” – avrà avuto più visibilità della stessa finale, poi rivolgendosi al presidente ha ottenuto la risposta che voleva, quella di annullare le “battaglie” disciplinari in corso, cancellando definitivamente l’era Ancelotti, ma anche Sarri. Un altro dato, grazie a Gattuso è arrivata anche l’undicesima qualificazione di fila alle competizione europee, unica squadra italiana a farlo.
Cementificare un gruppo alla deriva non era cosa facile, ma lui è riuscito nell’impresa, crescendo di partita dopo partita, nemmeno il Covid-19 ha fermato la crescita di una squadra che, tornata in campo ha dimostrato maturità, grinta e voglia di vincere, le stesse caratteristiche del proprio allenatore. Utilizzare il famoso “bastone e carota” con i suoi giocatori, provate a chiedere ad Allan e Lozano, rivitalizzare un intero organico e condurlo alla vittoria, non è e non sarà mai poca roba. Ieri sera, l’Italia ha visto finalmente risplendere la stella di Gattuso allenatore, dopo anni di gavetta e bocconi amari, forse anche troppi. Un uomo vero, dentro e fuori dal campo.
“La vita mi ha tolto qualcosa, il calcio me l’ha restituito” – Da lassù Francesca ti avrà sorriso. Te la sei meritata, bravo Gennà.




