Il post-derby. Che bufera quella goleada

Si grida allo scandalo, si grida alla combine! Che bufera ha creato quel rumorosissimo 6-0 che ha travolto gli uomini di Nicola Romaniello al Vigorito di Benevento, nella giornata del derby per il primato. Eh si, perch√© la vittoria dei sanniti ha permesso il sorpasso ai salentini di Piero Braglia, che si erano imposti con un discreto ma anche roboante 1-0 a Monopoli nell’anticipo di sabato. Ripercorrendo a-ritroso il match di Benevento, si ricorda che i falchetti sotto di due reti, hanno avuto l’occasione di riaprire la contesa, ma Mancosu si è fatto respingere il calcio di rigore. Merito di Gori, che alla duecentesima con la maglia giallorosa ha alzato la barricata davanti alla sua porta, e non solo in occasione del rigore.

Tante, troppe discussioni nel post gara, nonostante la squadra rossoblu non abbia mai realmente mostrato il fianco agli avversarsi, se non nel finale di partita, quando il crollo psicologico ha aperto la strada alla goleada delle streghe.

Dal Salento, ancora avvelenati dal doppio ricorso dei falchetti per la gara del Pinto, e dalle voci che da mesi si rincorrono circa un’amicizia “particolare” e “interessata” tra le due società campane, si è levata alta la voce di sdegno, tanto da pensare e parlare di ‘biscotto”, partita combinata. Un’ipotesi che sarebbe suffragata dal fatto che le due compagini sono accomunate dalla (segretata) presenza in società di Giovanni Lombardi, tesi respinta dal presidente sannita Pallotta e dallo stesso Lombardi nel corso dell’estate, sin dallo scorso dicembre. La vittoria del Benevento sarebbe stata utile per non perdere il primato a vantaggio dei giallorossi del Salento. La Casertana vincendo il derby avrebbe raggiunto a 49 punti il Lecce, ma la differenza reti non garantiva il primato, peraltro entrambi gli scontri diretti sono terminati sull’1 a 1.

Il quesito che sorge spontaneo e’ semplice: perch√©, se biscotto doveva essere, optare per cotanta umiliazione? Sei gol di scarto sono davvero una batosta che la seconda (da ieri terza,ndr) in classifica non può sopportare. Peraltro in un derby che negli ultimi anni si è particolarmente acceso, appare una scelta ancor più suicida. La reazione di una sedicente e violenta parte della tifoseria rossoblu, con l’auto di De Angelis incendiata, reo secondo alcuni media di non aver trasformato il rigore (l’errore del dischetto però è di Mancosu, ndr), fallendo quindi l’occasione per riaprire la gara, confermerebbe l’illogicità di una simile scelta. Dopo il “dramma” sportivo, la brutta pagina di cronaca nera, una storia dall’epilogo davvero triste per una squadra per buona parte campionato aveva sbalordito con le sue prestazioni e i suoi risultati.

Insomma il punteggio tennistico non va bene a nessuno, neanche alla dirigenza stessa, che ha indetto immediatamente il silenzio stampa e optato per il ritiro a Cava De’ Tirreni fino alla prossima settimana. In effetti la sconfitta non è un fulmine a ciel sereno, bench√© nella scorsa giornata contro l’Ischia, la Casertana aveva portato a casa i tre punti, i falchetti nelle ultime giornate erano apparsi meno brillanti e stanchi nella mente e nelle gambe. Certo, un passivo cos√¨ ampio non ammette repliche, ne’ giustificazioni, ma tutto può e deve restare nell’alveo del rettangolo di gioco. Il silenzio stampa indetto nell’immediato post gara, è stato poi sospeso, per la giornata di domani è stata indetta una conferenza stampa, nella quale il Patron rossoblu farà il punto della situazione dopo la figuraccia in terra sannita. Va detto che anche ad alcuni supporters casertani, la sconfitta cos√¨ bruciante ed umiliante non convince, seppur i numeri e la logica appaiono non poter confermare qualsivoglia ipotesi di complotto. Il passato però, ad onor del vero, non è sicuramente a favore di una categoria -e di uno sport- dilaniata dagli ultimi fatti extra-calcistici, che hanno portato ad un vero e proprio restyling, con la riduzione delle squadre partecipanti e i punti di penalizzazione scaturiti per i processi a causa dello scandalo Dirty Soccer. E l’elenco di scandali e sospetti, ahinoi, potrebbe continuare a lungo, ma preferiamo credere ancora nel calcio e nella sua veridicità.

Cristina Mariano