Il Giugliano è retrocesso! Non programmazione e instabilitá le due maggiori cause

La sconfitta casalinga di ieri pomeriggio ha dato una sentenza preannunciata: il Giugliano retrocede in Eccellenza dopo tre anni in Serie D! La dipartita era oramai sentita da un po’ nell’ambiente e per i tifosi giuglianesi non è stata una sorpresa ma piuttosto un finale giá scritto da una stagione non problematica, ma di piú.

I tigrotti chiuderanno la stagione col peggior attacco, la peggior difesa, una striscia di risultati alquanto deficitari e poco piú di una ventina di punti. Le responsabilitá? L’instabilitá societaria e la mancata programmazioni sono in cima alla piramide e sono risultate decisive alla fine per le sorti degli uomini di Antonio Maschio, m dietro c’è dell’altro; c’è che dopo il primo e ottimo anno in Serie D il Giugliano ha cominciato una discesa senza freni, partendo dall’addio a Massimo Agovino, ai litigi con i vari Caso Naturale, Di Girolamo & Co. fino al piú doloroso addio a Salvatore Sestile, ex presidente che ha portato nuovamente in alto il nome della squadra della sua cittá e che, a conti fatti, amava quei colori piú di ogni altro.

Adesso si comincerá a programmare il futuro, ma prima di tutto c’è da risolvere un enigma: il Giugliano si iscriverá o meno al prossimo campionato di Eccellenza? Vedremo. Eppure Antonio Orefice e qualche altro senatore hanno provato ad incollare qualche “pezza sui buchi” e salvare il salvabile, ma le lacune tecnico-tattiche della squadra sono state troppe, i problemi ambientali tanti e sono stati tutti ben evidenziati turno dopo turno fino a ieri, con il Gladiator che ha vinto senza soffrire troppo ecco al “De Cristofaro”. Le vittorie last-minute col Nola e con l’Arzechena sono state solo due virgole in un dettato tragico che va avanti da inizio stagione e che si chiuderà fra due turni, ma che non conteranno piú a nulla, o meglio, avranno valore solo per le statistiche. Eppure sono passati solo tre anni dalla festa dello stadio “Menti”. Eppure sono cambiate cosí tante cose.