Il calcio italiano sta vivendo una lunga agonia, un meccasismo distruttivo avviatosi proprio nel 2006 con Calciopoli. In quell’anno raggiugemmo l’apice della nostra fortuna calcistica, ossia la vittoria del Mondiale in Germania, ma quello fu l’inizio della fine, come arrivare sulla vetta della montagna più alta per poi iniziare una discesa costante.
Dopo gli straschi di Calcipoli, tutto sembrava apparentemente finito, il calcio italiano era stato ripulito dai “cattivi”, ma poi? Cosa si è fatto? Procuratori, televisioni, sedicenti dirigenti, un mix letale che hanno portato il calcio italiano ad avvicinarsi sempre di più al business in stile Stati Uniti d’America ma in salsa italiana. Da troppo tempo ogni estate calcistica viene accompagnata dal solito caso che si vive in Serie C, nella fattispecie quello delle iscrizioni, senza parlare dei casi di scommesse. Quest’anno abbiamo vissuto anche il caso Chievo Verona con entrate e uscite messe a bilancio a cifre spropositate, ma vabbè non fa niente, tutto messo a tacere perchè Campedelli aveva presentato il certificato medico e non poteva presenziare al giudizio, poi la “sfortunata” Cesena ha detto addio alla Serie B per il medesimo motivo e ripartire dalla Serie D solo perchè non ha santi in paradiso, discorso simile anche per Avellino e Bari. Intanto il campionato di Serie C non è ancora partito, quello di Serie B si è interroto dopo due giornate, in attesa delle sentenze. Quello di Serie D inizierà questo weekend, ma in Eccellenza e Promozione campana alcune squadre non hanno ancora iniziato il campionato (si è disputata una sola giornata, ndr), questo perchè l’Agropoli (bistrattata la scorsa stagione e pure questa estate, ndr) non sa ancora in che campionato giocherà nella stagione 2018/2019. Che bello vero?
Non dimentichiamo però il caos Italia, il Mondiale in Russia sembra lontano, ma è finito solo pochi mesi fa, ovviamente inutile dire che noi eravamo a Formentera o su altre spiaggie a goderci sole. Colpa di Ventura si è detto, colpa di chi sarà il prossimo insuccesso? Sicuramente Macini sarà il primo indiziato, visto che la sua Italia rischia di retrocedere nella Serie B della neonata competizione, la Nation Leagues.
Il calcio in Italia sta morendo, i calciatori italiani che vengono valorizzati sono sempre più pochi, ma l’eterna bellezza resterà la grande decisione della Lega Calcio di obbligare a mettere la fascia di capitano unica per tutte le squadre (sono previste sanzioni in caso di difformità rispetto al regolamento, ndr), pubblicizzare il pallone della Nike ufficiale (ma dico io chi diavolo se lo compra un pallone delle Nike ufficiale per la serie A?), però non si fa niente per tutelare i club e quindi la Nazionale, basta trovare il capro espiatorio oppure la distrazione, quest’ultima rappresentata adesso dall’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus.
Gianfranco Collaro




