Il calcio campano e la sua emorragia: “Non ci sono le condizioni per continuare”

“Non ci sono le condizioni per continuare” – Una frase che negli ultimi giorni inizia a sentirsi troppo spesso nel mondo del calcio dilettantistico campano.

In principio fu la famiglia Mazzamauro, che attraverso il quotidiano Metropolis ha ufficializzato l’addio da Torre Annunziata, a distanza di tre anni dal loro arrivo. Il problema principale, a quanto pare, sarebbe quello dell’impianto torrese, lo stadio Alfredo Giraud non versa in uno stato ottimale, dove il manto sintetico è ormai completamente da sostituire, ma del resto la struttura in se non da garanzie in termini di agibilità. Altro problema è la mancanza di sponsorizzazioni importanti, ma questa meriterebbe un discorso a parte ben più lungo. “Ci abbiamo provato da soli, con le nostre uniche forze, nonostante le promesse non mantenute, nonostante problemi logistici e non che ci hanno sempre seguito e che abbiamo sempre risolto. Nessuno sponsor ha mai avuto la reale intenzione di affiancarci e di portare avanti insieme a noi un progetto vincente” – prendendo uno stralcio del comunicato pubblicato dopo che la notizia è rimbalzata sulle varie testate di settore.

A pochi giorni di distanza dall’uscita di scena dei Mazzamauro, arriva la lettera del “collega” Michele Giordano. L’ormai ex presidente dell’Audax Cervinara ha difatti annunciato la separazione dalla società caudina, annoverando, tra le ragioni del suo addio, la mancanza di aiuti da parte di imprenditori e sponsor locali: “Il primo anno a dire il vero, all’inizio c’è stato un piccolo intervento diciamo “cittadino” poi c’è stata solo solitudine. Potrei raccontare dozzine di episodi che scatenerebbero solo polemiche sterili e inutili ma è tardi per recriminare. Fatto è che ho ben in mente una decina di episodi che avevo conservato nel cassetto dei ricordi, pronti per l’occasione, a conferma delle mie decisioni. In fase di programmazione della stagione prossima è emerso innanzitutto il problema campo, il Canada Cioffi è un punto interrogativo, previsioni istituzionali ottimistiche parlano di una consegna dell’impianto, cioè della fine dei lavori tra novembre e dicembre. Nella realtà è previsione ottimistica! Partendo da un dato: i lavori non sono iniziati e non iniziano; le previsioni ottimistiche non hanno preso in considerazione che oltre a farlo il campo va omologato, insomma il Canada è out per questa stagione e l’Audax sarà costretto ad un’altra stagione randagia”. 

Non c’è due senza tre, perchè dopo Mazzamauro e Giordano è arrivata la doccia fredda anche per la piazza di Palma Campania, con il presidente  Vincenzo Ciccone che ha annunciato il suo addio: “Non ci sono le condizioni per continuare. Purtroppo sono stato lasciato solo (o quasi) e ciò non mi permette di allestire una squadra competitiva degna della nostra storia”.

Anche il numero uno della Palmese lamenta la medesima situazione. Tra impianti sportivi non all’altezza e forze economiche che mancano per il prosieguo dei progetti. Il Covid-19 ha letteralmente rovinato i piani di chi investe nel calcio dilettantistico, con le industrie che hanno deciso di operare tagli e quindi tagliando eventuali sponsorizzazioni. Non va dimenticato che le società, in questo periodo di pandemia, hanno comunque risparmiato somme importanti, grazie anche ai ristori per le associazioni dilettantistiche arrivate da Sport & Salute, ma che non sembra che sia servito a molto.

Probabilmente anche altre società sono nella stessa situazione delle suddette tre, ma cercano sicuramente di mandare avanti i progetti, magari ridimensionandoli o che, nello stato attuale, meditano clamorosi addii. Altri ancora che utilizzano il problema come scusa. Pochi i club che possono permettersi spese pazze e la sensazione è quella che anche quest’anno ci sarà un mercato a risparmio. La paura è che il calcio in Campania abbia aperto ad un’emorragia, una lenta fine dalla quale rischia di non riprendersi più.