Grotta. La passione e l’impazienza dagli spalti, il capo del Regime Red Lions, Carlo: “Entusiasti aspettiamo la matematica”

Mancano ormai due punti per la matematica vittoria del campionato, ma in casa Grotta la scaramanzia non è mai troppa e prima di scoppiare in festeggiamenti, la società e soprattutto i tifosi aspettano l’irraggiungibile +10 dalla Polisportiva Lioni. Tante le delusioni e le ferite susseguitesi nel corso degli ultimi cinque anni, cos√¨ come in passato, con la bestia nera spareggi che hanno fatto tanto soffrire i tifosi del Regime Red Lions.

“Le ferite degli spareggi sono ancora fresche -confessa ai nostri microfoni il capo del gruppo organizzato Regime Red Lions, CarloGli spareggi storicamente non sono mai stati per noi. Anche nel lontano 1993, la stagione che ha visto il Grotta nel punto più alto della sua storia calcistica, perdemmo uno spareggio per la Serie D con il risultato di 1-0 al San Paolo di Napoli dopo un emozionante testa a testa contro la Nocerina”.

Nonostante le paure e le delusioni per il passato i Red Lions ormai sognano in grande, ma soprattutto preparano tutto per festeggiare Valentino Pirone e compagni: “Nel nostro gruppo c’è entusiasmo, l’attesa è snervante -continua Carlo- La città durante la stagione non ha risposto come potrebbe. Credo che sia attribuibile agli spareggi amari vissuti negli ultimi 5 anni. Prima una finalissima play-off nel 2015 persa in casa davanti a 2500 persone con 2 risultati disponibili su 3. Poi una semifinale play-off persa nel 2016 sempre in casa con 2 risultati disponibili su 3. A 2 minuti dal novantesimo eravamo avanti di 2 reti ad 1. In pochi minuti abbiamo vanificato l’accesso alla finale perdendo 2-3. E poi lo scorso anno altra finalissima play-off, forse la più brutta per quel che mi riguarda. Non siamo andati in Eccellenza per un regolamento che secondo me andrebbe cambiato, praticamente abbiamo giocato fuori casa per via del quoziente più basso. Avevamo un solo punto a disposizione, la vittoria e abbiamo pareggiato 2-2, brutto non andare avanti e senza neanche aver perso. In questi casi, dopo i supplementari credo sia giusto avere un vincitore tramite la lotteria dei rigori”.

La squadra e la tifoseria, quindi, aspettano solo la vittoria contro la Sanseverinese per poi urlare di gioia e scrollarsi di dosso tutte le paure, qualcosa, però, bolle in pentola: “Ora siamo proiettati a domenica, abbiamo bisogno di vincere per avere la certezza del salto, speriamo di vincere per poter festeggiare nel nostro stadio tra due settimane. Per sabato non abbiamo preparato nulla, ma per la partita casalinga s√¨, però ovviamente non posso scendere nei dettagli”.

Una passione lunga una vita per Carlo, capo gruppo Regime Red Lions, che lo ha riportato in vita dopo il fallimento del Grotta e l’inattività del primo gruppo fondato dal padre e altri cinque tifosi: “Questo gruppo nasce nel 1991, quando cinque ragazzi, tra cui mio padre, lo hanno creato. All’epoca ero piccolissimo, ma seguivo insieme a lui ogni partita, ogni trasferta. La passione per questo mondo è nata grazie ai momenti che, anche se piccolino, ho passato insieme a quei 5 ragazzi quando si ritrovavano per scrivere uno striscione -spiega Carlo- Questo è durato pochi anni: dopo il tifo della vecchia cara Polisportiva il tifo a Grottamiranda ha avuto un vuoto per 15 anni. Il ’98 è stato l’ultimo anno dell’Eccellenza, poi il buio. Ci sono state varie squadrette di Seconda o Terza Categoria a darsi battaglie in derby interni, nessun progetto. Il 2011 è stato l’anno della rinascita -continua- Fu inaugurato il nuovo manto erboso, per l’occasione fu organizzata una partita amichevole tra una rappresentativa di ragazzi locali e l’Avellino. A Grotta in quell’anno non c’era una squadra: aveva,o un campo, ma non una squadra. Allora è scattata la scintilla: con gli amici di sempre decidemmo che era il momento di far capire che la piazza era ancora viva. Radunammo la vecchia guardia e decidemmo di tornare sugli spalti per quell’occasione. Quella sera riuscimmo a portare a casa 1500 persone, una serata bellissima. Avevamo il pubblico, il campo, ma non una squadra. Mettemmo su un comunicato il giorno successivo cercando di spronare le istituzioni e gli imprenditori del posto a ridare lustro a una piazza che aveva voglia ancora di sostenere quei colori dopo tanti anni di anonimato. Successivamente nacque la nuova Polisportiva Grotta, ora siamo qui, a un passo dal riprenderci quello che manca da troppi anni”.

Ripercorrendo i ricordi della storia del Grotta, ci sono momenti belli e momenti brutti: “Il momento più brutto fu la sconfitta dello spareggio contro la Nocerina, quello più bello..ormai ci siamo quasi”.

Carlo, però, svela anche qual è il sogno del gruppo per questo Grotta: “Sognare non costa nulla. Ogni tifoso credo che immagini e voglia il massimo per la propria squadra. Credo che attualmente l’Eccellenza sia la giusta dimensione per una piazza come Grottaminarda. Il sogno è vedere il grotta lottare nei piani alti della massima serie regionale”.

Una chiosa per dividere il merito di quanto fatto nel corso degli anni con i suoi compagni d’avventura: “Voglio ringraziare i ragazzi del direttivo, siamo in 6 a gestire e portare avanti ogni cosa. Voglio ringraziare loro”.

Cristina Mariano