Il Napoli supera 2-1 la Juventus e chiude con una vittoria il 2025 tra le mura amiche. Successo meritato e netto, più di quanto dica il risultato finale. Primo tempo dominante e dominato chiuso in vantaggio; ripresa con il raddoppio solo sfiorato, dal nulla e a sorpresa arriva il pari ospite ma Partenope non ci sta e va a prendersi l’intera posta in palio e il primato.
Azzurri in emergenza, ai tanti indisponibili (Meret, Gutierrez, Anguissa, De Bruyne, Lukaku, Gilmour) si aggiunge Lobotka, al suo posto Elmas, poi il “solito ultimo” Napoli con Savic tra i pali, Beukema, Rrhamani e Buongiorno in difesa; capitan Di Lorenzo, il macedone, McTominay e Olivera formano la linea mediana, tridente Lang, Neres e Hojlund.
Parte forte la compagine campione d’Italia, al 6°minuto il colpo di testa di McTominay sfiora la rete. Due giri di lancette e arriva il vantaggio, azione travolgente sulla destra di Neres, sul cross basso del brasiliano irrompe Hojlund che interrompe un digiuno che durava dal 5 ottobre. Lang e Neres imperversano sulle fasce, Napoli in controllo e sempre pericoloso, al 26°minuto Di Gregorio salva su Di Lorenzo. Sul finire di frazione, su azione d’angolo è McTominay con un colpo di testa a colpire il palo.
La ripresa si apre con un intervento prodigioso di Di Gregorio che devia in corner un missile di Hojlund. Al 55° minuto ancora Napoli, la punizione di McTominay sfiora il palo. All’ora di gioco alla prima vera occasione arriva il pari sabaudo, a beffare la difesa azzurra il turco Yildiz. Al minuto 70 prima sostituzione per Conte, fuori Olivera e dentro Spinazzola; al 79°minuto, cross di Neres, il pallone dopo un rimpallo arriva a Hojlund che sotto porta batte di testa Di Gregorio, riportando i padroni di casa in vantaggio. Dentro Politano per Neres uscito tra scroscianti applausi, minuti finali anche per Vergara che prende il posto di Lang.
Un solo brivido allo scoccare dell’ultimo minuto di recupero, Savic blocca. Il Napoli di Conte batte la Juve di Spalletti nei singoli (per i piemontesi indisponibili Bremer, Gatti e Vlahovic), nel gioco e soprattutto nel punteggio.




