Gli immortali del calcio. Nel Sol Levante il professionista più anziano: Kazuyoshi Miura

La crisalide è l’immagine della vecchiaia. Vegeta, è secca, è intorpidita ma vivrà. Ed è proprio in questo sonno e in questa immobilità passeggera che si formano le ali che porteranno all’immortalità.
(Sophie Swetchine)

Da Seneca a Goethe, da Schopenhauer a Platone, passando per Freud e Nietzsche. Filosofi, scrittori, teologi si sono cimentati a vario titolo nel tema dell’immortalità, senza mai trovare una reale risposta. Probabilmente la verità è che ogni concezione di immortalità è relativa al vissuto di ognuno. Ogni persona è nel suo piccolo immortale e al tempo stesso mortale per qualcuno o per se stesso. Ma senza protrarci in uno spirituale studio dell’immortalità proviamo a portare quest’ultima nella quotidianità , in questo caso nello sport. Utilizziamo il concetto di immortalità come iperbole per approfondire e raccontare alcuni esempi di calciatori ancora attivi, nonostante abbiamo superato i 30 anni, in alcuni casi anche i 40.

Kazuyoshi Miura è forse davvero l’emblema dell’immortalità. Classe ’67 il giocatore nipponico è arrivato alla veneranda età di 52 anni, ancora in piena attività tra le fila dello Yokohama FC, squadra che milita nella Serie B del paese del Sol Levante. Maiura non ha certamente trascorso e consumato tutta la sua carriera tra le squadre del suo paese natio, tutt’altro. All’età di 15 anni, nel 1982, si trasferisce in Brasile, dove resta per otto anni circa, cambiando diverse squadre tra cui il Santos, il Palmeiras, il Coritiba. E’ stato il primo giapponese a giocare in Brasile, a segnare nel paese verde-oro, ma anche a segnare contro il Corinthians.

Terminato il periodo brasileiro è tornato in patria, dove ha iniziato a giocare nelle squadre locali e ad entrare nel giro della nazionale, essendo, tra l’altro anche il miglior calciatore dell’epoca, non solo del suo paese, ma anche dell’Asia. Nel 1994 approda in Italia, al Genoa, grazie a sponsor e una cospicua somma. Sigla il suo primo gol nel derby della lanterna, ma dopo un periodo di assenza per partecipare alla Kirin Cup, al suo rientro non trova una squadra nostalgica, tutt’altro. L’esperienza nel Bel Paese, quindi si riassume in 21 presenze, un gol alla Sampdoria, un infortunio alla faccia da parte di Franco Baresi. In Europa viene ingaggiato anche dalla Dinamo Zagabria.

Dagli anni 2000 ha militato quasi esclusivamente in Giappone, in particolare allo Yokohama, tranne una breve parentesi al Sydney FC. Sono, attualmente, oltre 300 le presenze con la maglia azzurra. Sono oltre 10 le stagioni con questa squadra, in particolare 14 se non si considera quella precedente all’approdo in Australia.

E’ il calciatore più anziano nel mondo del calcio professionistico, ha rinnovato da poco un altro contratto con lo Yokohama, segnando negli anni scorsi il gol record, da marcatore over 50. Nel suo palmares i gol sono difficili da contare, anche a causa dell’impossibilità di raccogliere le statistiche in Brasile. Con i dati alla mano è possibile registrare circa 290 gol, di cui 55 sono stati siglati con la maglia della Nazionale del Giappone, con cui ha vinto anche una medaglia d’oro nella coppa D’Asia e raccolto la prima storica qualificazione ai Mondiali.

Al livello tecnico Miura può giocare in diversi ruoli. Oltre alla punta centrale può giocare anche come seconda punta e ala sinistra.