Al Piccirillo di Santa Maria Capua Vetere, il Gladiator accoglie un Brindisi in cerca della propria identità. La formazione di Ciullo è in cerca di punti dopo una lunga astinenza, mentre i sammaritani vogliono continuare la striscia positiva dopo la vittoria contro il Grumentum.
Entrambe le formazioni scendono in campo con uno speculare 3-5-2. Il Brindisi è reduce da diversi addii tra i quali quello di Gennaro Sorrentino. Difficoltà nel reparto offensivo per il Brindisi che deve fare di necessità virtù.
LA PARTITA – Un primo tempo equilibrato, in cui i salentini oscillano tra la voglia di dimostrare e la paura di essere colpiti. La squadra di Borrelli, invece, parte bene, ma con il correre dei minuti il match va verso un equilibrio difficile da rompere. Poche le occasioni da sottolineare in quel di Santa Maria Capua Vetere, dove comunque il Gladiator prova a passare in vantaggio senza successo. Occasioni, poche, anche per il Brindisi, sulle quali Zagari si fa trovare pronto.
Nel secondo tempo la partita cambia volto, perchè il Brindisi vuole provare a sbloccare il risultato, come lo stesso Gladiator e dopo un tentativo di Del Sorbo che sbaglia di poco, arriva un rigore per l’atterramento di Di Pietro da parte di Pizzolato. Al dischetto del Sorbo non sbaglia e porta in vantaggio i suoi al 53′. Una botta che permette alla formazione salentina di svegliarsi e reagire, perchè appena sei minuti più tardi la squadra di Ciullo trova il pareggio con Dino Marino. Al 64′ il Brindisi la ribalta con un’amnesia difensiva da parte del Gladiator che permette a D’Ancora di andare a siglare un pallonetto. Borrelli prova a mescolare le carte e soprattutto ad alzare il baricentro cercando di riagguantare il pareggio. Le occasioni non mancano al Gladiator, ma la formazione sammaritana non riesce a oltre passare il portiere avversario. Il pressing totale non basta alla squadra di Borrelli, che al fotofinish subisce il gol del 3-1 con la doppietta di Dino Marino che riparte sulla prateria del Piccirillo.
ANALISI TATTICA – Il match non regala particolare spettacolo anche perchè il fraseggio di entrambe le formazioni si interrompe dopo pochi tocchi. Le due squadre pressano alto costringendo gli avversari all’errore. Nel primo tempo un Gladiator ordinato, ma nel secondo tempo, con un Brindisi incattivito, la squadra nerazzurra si sfilaccia facilmente, causa la volontà di andare a siglare il gol del pareggio. La pressione avversaria induce il Gladiator a passaggi frettolosi, ma soprattutto non precisi, il che non fa altro che giovare i brindisini che provano a partire in contropiede. Solo nel finale la squadra di Ciullo riesce a saltare gli avversari completamente in avanti per un pressing a tutto campo alla ricerca del gol all’ultimo secondo. Bene, invece, nel corso della prima ora di gioco la difesa dei sammaritani, dove la presenza di Maraucci e non solo permette le chiusure in diagonale. Il Gladiator pecca nella costruzione delle azioni offensive a causa della buona lettura da parte della retroguardia brindisina che lascia gli attaccanti avversari diverse volte in fuorigioco.




