Giuseppe Vesce tra sogni e realtà: “Il campo manca. Non soddisfatto del mio percorso”

In questo periodo di continua incertezza dovuta dalla pandemia da Covid-19, il calcio come gli altri sport a livello dilettantistico ne hanno risentito e non poco. Serie D a parte, sono molti i calciatori che manifestano la voglia di tornare in campo. Abbiamo parlato di questa situazione con Giuseppe Vesce, centrocampista sannita classe 1996, fermo all’esperienza in Eccellenza col Bojano, dopo aver vinto un campionato di Eccellenza col Vastogirardi, al termine di una storica cavalcata. L’ex Torrecuso ci parla a 360° dei propri sogni e delle sue ambizioni, senza mancare un pizzico di autocritica e facendo il punto sull’attualità che vive il calcio dilettantistico.

Prima di iniziare con le domande presentati e spiegaci che tipo di calciatore sei.
“Salve, mi chiamo Giuseppe Vesce sono un classe ’96 di Benevento, non mi piace parlare di me stesso su che tipo di giocatore sono, ho sempre lasciato “parlare il campo” al posto mio. La cosa che mi ha sempre distinto è la mia umiltà e dedizione in quello che faccio”.

Prima della Sospensione dei campionati in che squadra eri?
“Prima della sospensione causa Covid ero al Bojano in Eccellenza, con un allenatore non indifferente, Carmelino Gioffrè, a cui mando un caloroso saluto”.

A che età e dove hai iniziato a giocare a calcio. (parlacene)
“Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 5 anni, ero in una palestra a Benevento della scuola calcio Cesare Ventura, dove sono rimasto fino all’età di 16 anni, prima di passare al Torrecuso in serie D”.

Ti ritieni soddisfatto del tuo percorso calcistico svolto finora?
“Per quanto riguarda il mio percorso calcistico non mi ritengo per nulla soddisfatto. Oltre ad essere una persona molto autocritica, quindi troverei un difetto in qualunque situazione, non sono soddisfatto perché anche a causa mia mi ritrovo in una situazione di stand-by”.

A quale calciatore ti ispiri?
“Come calciatore mi ispiro, o almeno ci provo, a Cristiano Ronaldo, non tanto per le sue doti tecniche, assolutamente impareggiabili, ma per la sua perfetta mind-set. È un esempio per qualunque persona, che con dedizione e sacrificio si può arrivare ovunque”.

Dove sogni di arrivare (squadra, categoria)?
“Per quanto riguardo il mio sogno, sicuramente è quello di arrivare ad altissimi livelli, ho sempre sognato vivere in prima persona quella musichetta della Champions League, ma per svariati motivi, resterà solo un sogno ormai”.

Parlaci della tua miglior stagione.
“Come mia miglior stagione è stata senza dubbio quella 2018/2019, quando con il Vastogirardi guidato da mister Farina, saluto anche lui calorosamente, abbiamo vinto l’Eccellenza senza perdere una sola partita”.

Parlaci della tua recente esperienza calcistica.
“Per quanto riguarda una mia recente esperienza calcistica, essa risale a gennaio, quindi freschissima. Sono stato in Albania in serie A, ma per gestione pessima del mio procuratore, è stata un vero fiasco”.

Cosa secondo te non è andato quest’anno e da dove vorresti ripartire in caso di un eventuale ripresa dell’Eccellenza, ci andresti o attendi la chiamata giusta dalla D?
“Per quanto riguarda quest’anno sono stati molteplici gli errori a parer mio, il Governo ha gestito male la situazione dall’origine, anche se capisco quanto fosse complicata la situazione, ed il calcio è passato in secondo piano. Ma a parer mio bisognava pensare di più alle società che ai giocatori, consentendo così l’applicazione del medesimo protocollo della D. Per quanto riguarda le chiamate, sono aperto a valutare qualunque tipo di offerta, ovviamente è da marzo che non percepisco un euro, penso di essere uno dei pochi se non l’unico a non aver preso neanche un mese di indennità, quindi non nascondo che il fattore economico nell’eventuale chiamata, cosa che neanche mi aspetto, sinceramente, giocherà un ruolo fondamentale”.

Cosa pensi di questa sospensione?
“Per quanto riguarda la sospensione ne ho parlato poco prima, bisogna applicare il medesimo protocollo della D anche in Eccellenza, poiché strettamente collegate, e perché no, anche in Promozione, siamo dilettanti è vero, ma non amatoriali come le categorie”.

Secondo te si riprenderà?
“Spero si riprenda, ma più tempo passa, più diventa un miraggio”.

Quanto ti manca il campo? E quanto è dura allenarsi individualmente?
“Il campo manca, soprattutto per noi “calciatori minori”, che giochiamo più per passione che per soldi, rappresenta il pane. Non mi è mai capitato star lontano dal campo per un anno intero, quindi ti lascio immagine la mia condizione mentale e fisica attuale. Per quanto riguarda gli allenamenti, ho lavorato duro e da solo da giungo fino al 16 gennaio circa, dopodiché ho mollato. Non ci trovo più il senso, oltre al fatto che mi sto dedicando ad altro”.

Ragazzo serio, educato e professionista nel tuo lavoro, ti auguro di arrivare nelle categorie che meriti Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo Giuseppe.
“Grazie della disponibilità Carol, un abbraccio a chi come me sta soffrendo di questa situazione, ma l’importante è non mollare mai. Personalmente cerco di guardare il lato positivo di questa pandemia, ovvero la mia voglia di rivalsa, di riscatto, se prima avevo “fame”, ora ne ho ancora di più “.

A cura di Carol Violante