Carattere sanguigno,imprenditore dalle idee chiare, per il presidente Rosario Gaglione la stagione appena conclusa è stata in chiaroscuro. Le dimissioni maturate a Gennaio dopo la vittoria della sua squadra il Real Vico contro il Marcianise, l’amarezza per la retrocessione della sua ex squadra e il momento critico che si respira in casa corallina, il crollo del Marcianise:di tutto di più in questo avvincente finale di stagione.In casa Turris l’incertezza societaria regna sovrana col presidente Moxedano che ha manifestato la volontà di fare calcio altrove lasciando chiaramente intendere di cedere ad altri la guida del timone. Un vero peccato vanificare tutto in una piazza che appena dodici mesi orsono conquistava una meritata Coppa Italia di serie D e per buona parte di stagione si è puntato al ritorno in Lega Pro. Se ne saprà di più nei prossimi giorni.
L’ex presidente di Turris e Real Vico commenta amaro la stagione appena conclusasi. Storia di un personaggio scomodo alla luce del suo carattere schietto e genuino, dalle idee vincenti. Scegliere calciatori è alla portata di tutti potendo contare su un certo budget, puntare su uomini di fiducia è virtù rara in un mondo del calcio che brucia tutto e subito. Nuove meteore che si avventano come rapaci sulla scena calcistica per poi sparire miseramente al proprio vento. Rosario Gaglione è uomo di calcio forte di una grande esperienza maturata prima al di là della barricata (18 anni come arbitro) e poi come presidente (15 anni).Tanti allenatori e calciatori passati sotto la sua gestione. Un fiume in piena quando si apre il libro dei suoi ricordi:Mi è dispiaciuta la retrocessione del Vico. Andai via per problemi con altri dirigenti, non mi sento in colpa per la retrocessione. Era il 19 Gennaio ultima partita in casa col Marcianise. All’andata a casa loro l’accoglienza fu bruttissima ma ormai è acqua passata. Mi dispiace, era il titolo mio portato a Vico Equense con molto entusiasmo. Si incontrano molti problemi. Col senno di poi posso dire che si poteva vincere in casa con Gladiator e Puteolana: si sarebbero salvati tranquillamente. Esperienza chiusa a Vico Equense.Chi fa calcio da tanti anni non è bello vedersi:fare un campionato di serie D non è semplice. A Torre del Greco c’è stata la contestazione dei tifosi:ricordo che l’ultimo anno mio con la Turris perdemmo le prime tre partite di campionato con Liquidato per poi inanellare una serie di risultati importanti consecutivi. Arrivammo a tre punti dalla prima Martina a dicembre. Facemmo 1-1 col Martina e fui contestato:i tifosi sono l’anima essenziale per una squadra di calcio. Alla piazza di Torre non sono legato, sono legatissimo. Ho sub√¨to delle contestazioni che nel calcio ci possono stare. Bisogna saper vedere se si è disposti a gestirle. Non c’ero quest’anno e non giudico se hanno sbagliato i tifosi o Moxedano. Sicuramente mi dispiace per quanto successo. Ho un rapporto ottimo con lo stesso Moxedano. Sono una persona che dice quello che si pensa, credo di essere serio e corretto. Ho sbagliato io con qualche giocatore ma con me nessuno in tanti anni avanza niente. Nessun debito federale, con alberghi o altro. Ho perso due finali: una col Perugia e quest’anno il Perugia è andato in serie B con quattro calciatori che c’erano in quella partita. Altro spareggio perso col Rimini : nel calcio ci vuole una buona dose di fortuna. La stessa situazione della Casertana quando c’era il presidente Verazzo. Con tutti gli allenatori sono andato d’accordo ma per il più preparato è Emilio Longo: arrivò a Torre cinque anni fa ancora giovane. A San Severo quest’anno ha fatto bene, l’anno scorso a Battipaglia con una squadra di ragazzi ha disputato un campionato eccezionale. Mandragora per questa categoria è bravo. Come calciatore Nicola Mariniello per questa categoria era sprecato. Era da C1. Legatissimo a Giulio Russo: ha fatto a Torre cinquanta reti mentre si è ripetuto l’anno successivo col Gladiator. Difficilissimo gestire calciatori anche dopo l’introduzione del calcio scommesse per la serie D. Bisogna stare attentissimi. Bisogna scegliere gli uomini e poi i calciatori. Se avessi il sentore di qualcosa di strano non esiterei a mettere i calciatori fuori rosa. Il Marcianise ha disputato un campionato eccezionale. Volevo prendere qualche anno fa Citro ma penso che Iadaresta sia ancora più forte. Al momento non ho intenzione di rientrare nel calcio. Voglio guardare gli altri come sono bravi a far calcio.
MARIO FANTACCIONE
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