Futsal C1/C2. Il Giudice batte cassa, le Società pagano dazio

Di seguito le ammende pecuniarie inflitte alle società del calcio a cinque campano dal Giudice Sportivo, diramate nel Comunicato Ufficiale n.32 del 24 ottobre 2013:

Euro 160,00 REAL OTTAVIANO
Partecipazione a rissa da parte di propri sostenitori, che provocava la temporanea sospensione della gara.

Euro 160,00 SPARTA
Partecipazione a rissa da parte di propri sostenitori, che provocava la temporanea sospensione della gara.

Euro 50,00 C.U.S. AVELLINO C 5
Mancanza di acqua calda nello spogliatoio arbitrale.

Euro 100,00 REDAS NAPOLI A.S.D.
Proprio sostenitore, indebitamente presente nello spazio antistante gli spogliatoi, a fine gara, colpiva un
calciatore della squadra avversaria con uno schiaffo e un calcio minacciandolo ripetutamente.

Euro 60,00 SANT ANDREA FUTSAL
Propri sostenitori, alla fine del primo tempo ingiuriavano ripetutamente l’arbitro.

Euro 25,00 VOLTURNO FUTSAL
Carenze igienico sanitarie nello spogliatoio arbitrale.

Euro 15,00 CALES SPORTING CLUB
Ritardo.

Le abbiamo pubblicate tutte, come giusto che fosse, è appunto il Giudice che deve valutare la veridicità dei fatti, ma vorremmo delle spiegazioni in merito, ad esempio: come fa una Società a tutelarsi da chi assiste alla gara? Vuoi vedere che c’è l’obbligo della Tessera del Tifoso nel futsal regionale? Persino nella Serie A del calcio, motore primario dello Sport nazionale, si è provveduto ad una rivalutazione della norma sul comportamento dei tifosi, in pieno accordo con la Lega Calcio, invece nell’infinitesimale realtà del calcio a cinque non c’è alcuna interazione con il Comitato Regionale. Il motivo? Proprio l’assenza di un’Assemblea delle società che possa intavolare un dialogo aperto e collaborativo con chi governa il movimento.

Come può una società pagare ogni settimana per “Partecipazione a rissa da parte di propri sostenitori, che provocava la temporanea sospensione della gara”? Sarebbe quasi meglio assoldare un paio di bodyguard all’ingresso oppure richiedere lo svolgimento a porte chiuse. Vedi la decisione di chiudere il Nocelleto per il recente match tra Real Cesinali e Real Ottaviano: di indiscutibile valore legislativo per l’assenza di sicurezza sugli spalti, ma con i tifosi fuori a seguire insieme una semplice gara sportiva. La meraviglia creata dal caso “Nocelleto” è sempre la stessa: come può una squadra essere ammessa ad un campionato FIGC, per cui viene richiesta l’omologazione del campo, scoprire solo a torneo iniziato che lo stesso rettangolo di gioco è usufruibile unicamente per i 60′ minuti di gioco?

Dubbi che andrebbero posti ai responsabili del movimento, ai quali le Società devono obbligatoriamente versare la tassa di iscrizione per cominciare, nonchè le eventuali ammende per continuare, ma da chi sono tutelate?

La scorsa settimana si è assistito ad un evento a dir poco strano: Redas Napoli e Soccer Vomero Vip Club entrambe multate per rissa nella gara disputata tra loro. Quanti calciatori espulsi e /o dirigenti allontanati? Nessuno! Com’è possibile? L’arbitro non ha visto nulla? Un match di futsal, al cui interno se ne sviluppa un altro di boxe senza protagonisti, ma con ammende? Occhio che non puntiamo affatto il dito avverso le società, loro malgrado protagoniste, ma è evidente la linea guida: battere cassa!

A pagare dazio sono le Società che devono versare tributi e gabelle, subire i regolamenti, allestire i settori giovanili, trovare un campo da gioco, organizzare una stagione…e conoscere solo pochi giorni prima regolamenti, gironi e/o calendari.

La leva principale del Comitato è proprio sulla mancanza di unità delle squadre del futsal regionale, cos√¨ più che fregare i portafogli dei Presidenti, a rimetterci è la passione di molti!

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