Flaminia-Avellino 3-0. Profondo rosso(blù) al Turiddu-Madami, lupi in balia dei laziali

Seconda sconfitta in campionato per l’Avellino di Archimede Graziani, che avrebbe dovuto dare continuità alle vittorie per restare in scia Trastevere e sperare, magari, in un sorpasso per un passo falso dei capitolini. Gli irpini perdono 3-0 al Turiddu-Madami a causa dei gol di Abate, Mattia e Di Maira.

NON BASTA UNO SCHIAFFO PER SVEGLIARSI – Non Basta un gol del Flamiania, non ne bastano neanche due per fare svegliare un Avellino in balia dei rossoblù. Assenze pesanti per Archimede Graziani che hanno reso quasi del tutto inoffensivo il reparto avanzato degli irpini. Out i pilastri del centrocampo, out il Tagliagole, e non al meglio Alessandro De Vena. Due contropiedi e un calcio piazzato a decidere il match. Sull’1-0 l’Avellino prova a reagire, ma si allunga troppo e non riesce a impensierire Vitale, imbucato solo su off-side. Un linea mediana molle, che non reagisce sulle seconde palle, sempre e comunque in favore della Flaminia.

DR. JACKYLL & MR. HYDE – Si doveva soffrire, si sapeva. Cos√¨ sia, fino a dicembre, quando con l’apertura della sessione invernale di mercato si potrà andare a colmare alcune lacune figlie di un mercato frettoloso, quasi miracoloso. Mancanze importante che trasformano la squadra, da aggressiva a remissiva in poco tempo. Out Sforzini, Gerbaudo e Matute e l’Avellino cambia faccia diventando una squadra di bassa classifica non capace di aggredire l’avversario in tutte le zone del campo. Male Scarf e Mithra, che suo malgrado ha aiutato Abate a trovare il primo gol su calcio di punizione. Tutto sulle spalle di Alessandro De Vena che ha dovuto alzare bandiera bianca a pochi minuti dall’inizio del secondo tempo. Servono rinforzi che riescano a sopperire alle assenze dei pilastri della squadra.

POCHE NOTE LIETE – Pochi coloro che si salvano in questo infrasettimanale tutto da dimenticare. Alessandro De Vena, come detto, ha provato a dare un po’ di verve in un reparto che ha dovuto poi affidarsi a Nicola Ciotola e Luigi Mentana. Pariri e Tribuzzi tra i migliori, assieme ad Acampora e capitan Morero. I primi per gli inserimenti sulle fasce che hanno fatto traballare le certezze rossoblù, il secondo per la grinta in mezzo al campo, il quarto per aver creato le uniche vere occasioni importanti del match. Nel complesso un portiere, Vitali, quasi del tutto indisturbato nello svolgere il suo compito basilare. Dall’altra parte un incolpevole Largomarsini che prova a mettere una pezza, ma nell’a tu per tu con l’avversario poco può fare.

Pomeriggio da dimenticare quello di Civita Castellana. Dimenticare e ripartire, facendo tesoro delle lacune e cercare di colmarle in qualche modo. Verso il Latte Dolce con una sconfitta in più e con la vetta della classifica ormai persa.

Cristina Mariano