Dopo 94 anni di onorata storia, il Pomigliano vince finalmente un trofeo. Trattasi della coppa Italia di Serie D, strappata con unghie e denti ad un Pontisola che, fino al 90′, ha condotto il match. Di Panico il rigore decisivo che ha glissato il risultato sul 2-2 e decretato la lotteria dei rigori. Lotteria che, proprio come ad Agrigento, ha premiato De Rosa e compagni con Oretti che segna l’ultimo penalty. Momenti di grande gioia sugli spalti del “Buozzi” di Firenze, dove circa 500 pomiglianesi hanno festeggiato la conquista della coppa. Ecco le pagelle di Sportcampania.it
Di Costanzo 8: Sfortunato quando, al primo minuto, devia un tiro di Salandra sulla coscia dello sciagurato Rea che non può far altro che insaccare nella sua stessa porta. Incolpevole sul 2-1 dello stesso Salandra, è fenomenale nel neutralizzare, dagli undici metri, le conclusioni di Crotti e Rossetti. Protagonista.
Parentato 6.5: Nonostante la giovanissima etĆ , dimostra capacitĆ fuori dal comune sotto l’aspetto del carattere e del temperamento. Soffre l’estro del quasi pari etĆ Augello ma, a suon di tacchettate, gli fa rimpiangere d’essere capitato nelle sue zone. Che giochi terzino, mezzala, esterno o portiere, il buon Alessandro assicura sempre un apporto fondamentale agli equilibri dei suoi. Da medaglia al merito.
Rea 7: Mezzo voto in meno per lo sfortunato autogol. Il buon Felice, pomiglianese doc e grande talento rubato dalla sfortuna a palcoscenici di prim’ordine (Primavera del Napoli, era accostato a grandi club), paga ancora dazio con la sorte. Ma invece che abbattersi sfoggia una prestazione di cuore, grinta ed abilitĆ difensive. Si arrende solo ad un pestone, lasciando il campo a Schioppa. Leader. Dal 75′ Schioppa 7: Entra sul 2-1 e scuote i suoi. Avere un comprimario come lui in quarta serie ĆØ davvero un lusso per pochi. Tipo tranquillo e poco incline alle luci della ribalta, il grande Alessio si conferma un elemento di sicuro affidamento. Titolare.
Varriale 7: Dirige la difesa granata e, con Rea, rialza i suoi dopo la sberla dell’autogol. E pensare che erano passati appena 70”. Molto spesso, per vincere gare del genere, ĆØ indispensabile essere forniti di due “attributi” grandi almeno quanto il cuore. Ecco, stiamo parlando del grandissimo Pietro Varriale. Dotato.
Festa 6.5: Paga un pizzico di emozione ma, col passare dei minuti, la sua prestazione aumenta in quanto a qualitĆ ed intensitĆ . Plauso speciale ad un ragazzo che, a settembre, in molti davano per partente. Gabriele ĆØ invece rimasto, conquistando a suon di prestazioni la fascia sinistra. Scoperta.
De Rosa 7: La rovesciata con cui serve a Romano l’assist per il gol dell’1-1 ĆØ qualcosa di speciale. Per il resto solita grande gara del capitano, condita da acume tattico, muscoli, polmoni e, perchāĀ© no, quella qualitĆ che non fa mai male. C’ĆØ solo un capitano. Dal 75′ G. Esposito 6: Entra per alzare il baricentro dei suoi e, obiettivamente, ne becca poche. Da una sua sponda, però, nasce l’azione del rigore che porterĆ al 2-2 di Giulio Panico. Sbaglia dal dischetto ma il suo errore ĆØ indolore. A sprazzi.
Oretti 6.5: Gli avversari picchiano duro e lui, che ĆØ abituato ad usare il fioretto per bucare le difese avversarie, porta con sāĀ© una sciabola affilatissima. Non ĆØ al top, essendo proprio quest’oggi tornato dallo stiramento, ma ad uno come lui basta essere al 70%. Segna il rigore decisivo. Metronomo.
Fregola 6.5: Nei primi minuti, mentre gli altri sono ancora negli spogliatoi, il buon Kevin ĆØ giĆ bello pimpante sul prato del Buozzi e risulta, fino all’ora di gioco, uno dei migliori dei suoi. A mezz’ora dalla fine, però, Seno gli preferisce la maggior esperienza di Pontillo. Solita sicurezza. Dal 60′ Pontillo 6.5: Mezz’ora senza sbavature. Vale lo stesso discorso fatto per Alessio Schioppa. Di qualitĆ .
Panico 8: Spina nel fianco della difesa bergamasca, lotta fino a conquistare il rigore del 2-2 al 90′ e, con la solita freddezza glaciale, a convertirlo in rete. Grande qualitĆ , grande estro, grande propensione al sacrificio e freddezza dagli undici metri anche dopo il 90′. Trascinatore.
Suriano 7: Ispirato e conscio del fatto che dovrĆ dare quel qualcosa in più, Mimmo Suriano non viene meno alle aspettative. Quello scavetto maligno, poi… Di un’altra categoria.
Romano 7.5: Un angelo, lassù, sta ancora gioendo delle gesta di questo ‘uomo’ di manco ventun’anni. Segna il gol del pari, sciupa qualcosa (scivola in almeno tre occasioni, cambiare le scarpette no?), lotta come un gladiatore e indossa la fascia da capitano una volta che De Rosa lascia il rettangolo verde. E’ l’uomo simbolo di questa coppa Italia. Designato dal destino.
All. Seno 10: “Se Seno ĆØ allenatore, Siffredi ĆØ un ricc..ne”. Questa l’oxfordiana scritta comparsa qualche mese fa sui muri del “Gobbato”. A questo punto risulta spontaneo mettere in dubbio la virilitĆ di uno dei più quotati porno-attori del panorama nazionale come il buon Roccone. Che sia bisessuale? Scherzi a parte, Biagio Seno da Ponticelli ĆØ riuscito dove mai prima nessun coach granata era arrivato. Quanto basta a conferirgli la palma di più bella sorpresa di questa stagione, iniziata male ma, a questo punto, messasi su binari più che giusti. Avanti mister.
Dai nostri inviati al “Buozzi” di Firenze Salvatore Alligrande e Mirko Panico




