Final Eight. Pescara-Asti 3-2: i delfini conquistano la Coppa dal dischetto

Oltre 15 minuti di attesa, appena dieci secondi per la prima emozione di questa finalissima di Coppa Italia 2016 a Pescara. Al Pala Giovanni Paolo II si parte in ritardo a causa di altri eventi sportivi in programma su Rai Sport, il cui prolungamento ai supplementari rende nervoso il foltissimo pubblico presente all’impianto per la sfida Pescara-Asti. La squadra locale guidata da Fulvio Colini schiera lo starting five con Capuozzo tra i pali, di movimento Caputo, Rogerio, Canal e Grello; risponde il tecnico astigiano Cafu con Espindola a guardia della porta, in avanti De Oliveira, Bocao, Bertoni e Crema.

L’entusiasmo dei tifosi abruzzesi è alle stelle, ma dopo appena dieci secondi è Edgar Bertoni a gelare tutti con un diagonale preciso che si insacca alla sinistra di Capuozzo e porta in vantaggio gli Orange. Immediata la reazione dei ragazzi di Colini, in un match che offre da subito ritmi da capogiro. La gara è maschia, gli arbitri lasciano correre più del solito, Canal è costretto a fermare Chimanguiho di forza e si becca il primo giallo dell’incontro. Dall’altro lato è Rogerio che, dopo un buon intercetto, tiene palla e resiste ad un fallo, ma il direttore di gara ignora il vantaggio e ammonisce De Oliveira: tensione subito alle stelle. E’ ancora Rogerio protagonista con un sinistro al fulmicotone, ci pensa Crema a dare manforte ad Espindola respingendo la conclusione. I delfini sono arrembanti, Colini chiama i suoi a restare alti e mettere pressione alla retroguardia orange, miracolosa la risposta di Espindola su conclusione di Rescia. Dopo poco è Cuzzolino a far sobbalzare i cuori dei supporters biancoazzurri, quando non trova l’angolo giusto spedendo la sfera di poco a lato. La prima frazione si chiude sul vantaggio minimo dei piemontesi.

Pronti, via e si riparte. Capuozzo deve subito ricordare di che pasta è fatto deviando in angolo l’ottima conclusione di Romano. L’Asti parte subito forte e sfiora nuovamente il raddoppio con Chimanguinho che trova un muro umano a pochi metri dalla linea di porta. Sospinti dal pubblico, i ragazzi cari a patron Iannascoli si fanno vedere dalle parti di Espindola, Cuzzolino mette le mani tra i capelli quando l’estremo orange nega un gol già fatto. L’odore del gol è nell’aria, Espindola replica ancora ad una prima conclusione del Pescara, ma non può nulla quando Mauro Canal manda in rete un perfetto tiro da fuori. L’esultanza di Canal in onore dello scomparso Stefano Iuliano (atleta del Bergamo Calcio a 5) manda in estasi le migliaia di presenti. Gli orange accusano il colpo e barcollano, ingenuo Chimanguinho quando replica in maniera veemente all’arbitro, reo a suo parere di aver concesso la punizione per fallo su Capuozzo: espulsione immediata. Gli animi si scaldano ancor più, la replica della scorsa finale è un match al cardiopalma: ritmi altissimi e tanta qualità, condite da una fisicità da boxeur. Il Pescara prova ad approfittare della superiorità, ma qualche errore di troppo permette agli orange di resistere, grazie anche ad un Espindola in versione supereroe. Sfida nella sfida quella tra i partenopei Capuozzo e De Luca, il portierone abruzzese dice nettamente la sua a più riprese, di contro il napoletano orange offre molti spunti di qualità mettendoci qualità e cuore nelle manovre astigiane. L’apnea termina al triplice fischio: 1-1, si va ai supplementari.

Poche note da registrare nel primo tempo supplementare, il duello Canal-Espindola si chiude ancora una volta a favore del portiere astigiano, non è da meno il napoletano Capuozzo che risponde al sinistro da fuori di Duarte. Nella seconda frazione dei supplementari i pescaresi non sanno più a che santo votarsi, Espindola fa miracoli prima su Rogerio poi su Grello. Negli istanti finali le due contendenti sembrano accettare la lotteria dei rigori, forse cedendo anche alla paura di perderla. Il colpo di genio di Colini è in coda, quando l’ingresso di Lorenzo Pietrangelo rimescola le carte, il secondo portiere para subito su Crema, ma Canal non trova la rete del vantaggio. La seconda conclusione di De Oliveira da un lato e Cuzzolino dall’altro non cambia i giochi. Decisivo il terzo e ultimo penalty: Pietrangelo ipnotizza Bertoni, Rogerio come per lo scudetto trasforma e strappa la coccarda tricolore.

Il Pala Giovanni Paolo II vive un tripudio festante, massiccia la presenza di tifosi della squadra locale, mentre l’Asti diserta il saluto finale e la premiazione, mentre il Pescara festeggia il meritato successo.

TABELLINO:

PESCARA-ASTI 3-2 d.t.r. (1-1 s.t.s., 1-1 p.t.s., 1-1 s.t., 0-1 p.t.)

PESCARA: Capuozzo, Caputo, Grello, Canal, Rogerio, Ercolessi, Cuzzolino, Rescia, Lara, Leggiero, Pietrangelo, Chiavaroli. All. Colini

ASTI: Espindola, Bocao, Bertoni, Crema, De Oliveira, Follador, Duarte, Nora, De Luca, Romano, Chimanguinho, Casalone. All. Cafù

MARCATORI: 00’10” p.t. Bertoni (A), 10’17” s.t. Canal (P)

AMMONITI: Canal (P), Bocao (A), De Oliveira (A), Crema (A), Cuzzolino (P), De Luca (A)

ESPULSO: al 10’34” s.t. espulso Chimanguinho (A) per proteste

SEQUENZA RIGORI: Crema (A) parato, Canal (P) parato, De Oliveira (A) gol, Cuzzolino (P) gol, Bertoni (A) parato, Rogerio (P) gol

ARBITRI: Alessandro Malfer (Rovereto), Angelo Galante (Ancona), Lorenzo Cursi (Jesi) CRONO: Giovanni Zannola (Ostia Lido)

dall’inviato a Pescara