FIGC. Elezioni: aspiranti direttori d’orchestra, ma la musica può cambiare?

Le candidature di Billy Costacurta, di Diamiano Tommasi e di Cosimo Sibilia, Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, sembrava fosse l’incipit di una storia. Un nuovo libro sul quale si sarebbe scritta la storia del calcio italiano.

Addio a Carlo Tavecchio, da miraggio a realtà. Negli ultimi giorni, però, tutto sembra essersi irrimediabilmente nella stessa identica maniera. Una commissione capeggiata dal limpido Claudio Lotito schieratasi contro le candidature di ex calciatori, con ruoli importanti nell’AIC.

Un muro, come si dice in linguaggio pallonaro, a proteggere la solita vecchia guardia, comes e niente fosse. Come se tutto fosse dimenticato.

Negli ultimi tre anni, senza però dimenticare quelli precedenti, il patron di Salernitana e Lazio è stato all’interno della FIGC e nelle federazioni di categoria un pomo della discordia vero e proprio. Da calciopoli, alle intercettazioni con Pino Iodice, all’epoca dirigente dell’Ischia Isolaverde. La conferenza stampa nella quale descriveva un disegno decisionale ben preciso, secondo cui le logiche di mantenimento della Lega, passata, sostanzialmente, dalla manipolazione dei campionati impedendo la promozione delle piccole realtà come Crotone, Carpi e Frosinone. Delle dichiarazioni, poi, sparite dal web come solo il Quarto Potere sa fare.

I sospetti della sua presenza nel Brescia e nel Bari, quando i Matarrese hanno alzato bandiera bianca passando il testimone all’ex arbitro Paparesta.

Una serie di elementi che aveva costretto i grandi del calcio italiano a isolare il Presidente biancoceleste, prima di ritrovarlo a intrufolarsi nelle candidature di leghe prive di un presidente, Dalla Serie B, dove non ha trovato consensi al potere supremo, quello della FIGC.

Sembrava una bufala, uno scherzo, o semplicemente una manovra dei soliti fedelissimi a provare a imporre il proprio pupillo. Invece no: 11 presidenti di A appoggiano la candidatura di un uomo dalla per niente linda fedina penale in ambito sportivo.

L’eliminazione della Nazionale Italiana, dopo l’amarezza iniziale, sembrava essere l’unica via per uscire da un oblio umiliante e melmoso nel quale naviga il calcio italiano. Si era intravista la scritta “Fine” su quel libro, invece, più in basso con un format piccolo e che non cattura l’attenzione dei lettori c’era un’altra scritta: “Alla prossima puntata”.

Cristina Mariano

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