FIFA. Champions e mercato: tra ipotesi e certezze

Il calcio è quello sport di cui tutti parlano, ma che attualmente pare un’entità misteriosa. Il calcio è fermo, bloccato nel limbo del si può, ma non vorrei o del vorrei, ma non si può. Insomma, ne parliamo tutti, eppure ancora non si comprende se e quando si riprenderà. Intanto i lavori continuano. I vertici non trovano tregua e non riescono a fare incastrare i pezzi. Tutto sembra un puzzle gigantesco, ma con pezzi mancanti, persi, irrisolvibile.

Le incognite sono tante. C’è chi dice di fermarsi, chi di chiudere. La FIFA  non può obbligare nessuno, ma può mettere bocca sulle ammissioni alle coppe. Prima, però, di pensare subito alle prossime edizioni, c’è da capire se si concluderanno quelle correnti. Per quel che riguarda la Champions League, ci sono due opzioni: giocare campionati e coppe in parallelo, oppure concludere i campionati e poi la Champions League. Probabilmente tutto dipenderà anche dalla striscia di tempo a disposizione e da questo deriverà anche la formula. Attualmente le proposte sul tavolo sono quattro: la versione integrale, dai ritorni degli ottavi alla finale, la versione ridotta, cioè partite a gara secca; final four in sede unica e final eight a gara unica.

Per quel che riguarda il mercato, sembra accantonata l’idea di una sessione unica, causa una tempistica presumibilmente diversa della conclusione dei campionati. La volontà è quello di armonizzare la date, seppur la via sia abbastanza complicata. Intanto, la sicurezza è che un calciatore può trasferirsi da un mercato non concluso ad uno concluso, ma non viceversa. Questo, però, riguarda solo i calciatori in scadenza di contratto. Per quel che riguarda proprio i contratti, la FIFA continua con l’idea del prolungamento di contratto fino alla fine di stagione.

Le squadre, però non potranno obbligare ai calciatori in scadenza di contratto a restare e viceversa. Insomma si dovrà lavorare sugli accordi tra le parti e nel caso non ci fosse, l’iter per lo svincolo sarebbe lungo e faticoso, quasi inutile. Si dovrà fare appello alle leggi del lavoro e sportive nazionali, dopo di che ci si dovrà rivolgere alla camera di risoluzione della FIFA.

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