Ex Savoia, Generoso Rossi: “L’annata a Torre fu indimenticabile. Dopo la finale playoff contro la Juve Stabia…”

Sulle colonne dell’edizione odierna di Metropolis, è intervenuto l’ex portiere del Savoia, Generoso Rossi, che ha raccontato l’annata ’98/’99, nella quale i Bianchi conquistarono, con Rossi autentico protagonista, la promozione in Serie B, vincendo i playoff nella storica finale del Partenio di Avellino contro la Juve Stabia: “Venivo dalla Primavera del Bari, dove avevo vinto il Torneo di Viareggio e la Coppa Italia. Il mio procuratore mi disse che c’era questo spiraglio e quando ad un Primavera proponevano la Serie C era una grande cosa. Era il mio primo anno “tra i grandi” e fu straordinario, con alcune grandi partite, in primis finale del Partenio. Sarò sempre riconoscente a Torre Annunziata per avermi fatto crescere come uomo e calciatore. I tifosi del Savoia mi hanno eletto portiere della Top XI tutti i tempi? Vado fiero di quel riconoscimento perché nel Savoia hanno militato portieri importanti: significa che in quell’anno ho dato qualcosa ai tifosi, come loro hanno dato tantissimo a me. La mancata riconferma in B? Credo che da lì in poi Moxedano iniziò a fare un po’ di confusione. Mi sarebbe piaciuto fare la B col Savoia, visto che l’avevo conquistata sul campo, però si affidarono ad altre persone, anche a livello dirigenziale. Seguivo il Savoia in quel campionato perché ci ero rimasto male dell’addio, e ricordo che cambiarono ben 3-4 portieri. La nostra squadra, con l’innesto di qualche elemento, poteva salvarsi anche in B e non c’era bisogno di rivoluzionarla tutta”.

Rossi prosegue: “La nostra grande fortuna è di aver avuto un allenatore di grande carisma come Osvaldo Jaconi. Ricordo che durante i playoff, i nostri allenamenti erano solo riscaldamento e torelli perché diceva che ormai la benzina in corpo l’avevamo già. Aveva ragione, perché nelle partite contro Palermo e Juve Stabia dimostrammo tutta la nostra forza. Al Partenio sapevamo di andare a vincere, nonostante giocassimo contro una delle squadri più forti del campionato: fu una partita straordinaria in una cornice di pubblico da Serie A”.

Rossi racconta anche degli aneddoti: “Sono sempre stato così. Ricordo che dopo l’accesso ai playoff obbligai tutta la squadra a tingersi i capelli biondi e la maggior parte di loro mi seguì, tra cui Nocerino, Alessi, Masitto. Dopo la finale, feci entrare in spogliatoio i miei barbieri per dipingere a tutti una B gigante dietro la testa. In questi giorni di quarantena abbiamo formato un gruppo Whatsapp dove ci siamo ritrovati tutti noi calciatori, mister Jaconi, Giovanni il magazziniere. Ci siamo divertiti a postare le foto di quell’anno e raccontarci tutte le cose belle. È stato un piacere risentirli tutti”.

Rossi parla della sua vita attuale: “Sono rimasto nel mondo del calcio perché senza non so vivere: da quasi cinque anni ho una scuola di portieri (la GR1) che conta 300 iscritti. Ho ricevuto proposte da società professionistiche, ma ho rifiutato perché mi diverto ad insegnare i valori dello sport ai bambini. Il Savoia quest’anno ha trovato davanti a sé il Palermo, una squadra forte sia sul campo che in Federazione. La piazza di Torre non merita la Serie D, potrebbe stare in B in pianta stabile: i torresi sono arrapati di calcio e mi sono rimasti nel cuore. Spero al più presto di rivedere il Savoia dove gli spetta”.

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