Europa League. Napoli-Swansea 3-1. Azzurri agli ottavi, ma quanta sofferenza!

Sfatato il tabù Swansea. Rafa Benitez ed il suo Napoli si riprendono l’Europa, sudando sette camicie, ma agguantando comunque l’accesso agli ottavi di finale di Europa League, laddove se la vedranno col Porto. Tanta sofferenza, ritmi altalenanti ma, alla fine, la classe dei grandi campioni, quelli veri come Reina, Mertens ed Higuain, ha fatto la differenza. Ma riavvolgiamo il nastro delle emozioni.

Nonostante il fattore campo, lo Swansea non rinuncia al possesso palla, con il Napoli rintanato nella propria metà campo, pronto a sfruttare gli spazi di rimessa. La mossa tattica, inizialmente, paga: al 4′ Insigne è protagonista di una buona discesa, destro però fuori bersaglio. Pronta la replica dei cigni: Emnes si ritrova a tu per tu con Reina, pallonetto a scavalcare lo spagnolo, decisivo Albiol che evita lo svantaggio. Si sveglia anche Higuain: al 14′, assist invitante di Pandev, el Pipita col destro non inquadra lo specchio. Poco male per gli azzurri che due minuti più tardi trovano la via del gol. Insigne scatta sul filo del fuorigioco e con un delizioso lob beffa Vorm per il momentaneo 1-0. Il Napoli, galvanizzato, cerca subito il colpo del ko: Pandev, ispirato, arma ancora il destro di Higuain, pallone di nuovo fuori di un soffio. Lo Swansea tira un sospiro di sollievo e con una fiammata non perdona. Bony fiuta l’errore di posizione dei due centrali difensivi, tacco smarcante per l’inserimento – tremendamente facile – di De Guzman che di sinistro fredda Reina. 1-1 e squadre al riposo.

L’avvio di ripresa è più che deludente. Manca il mordente dei giorni migliori, la voglia di vincere, lo Swansea gestisce con autorità il possesso, sfruttando gli spazi concessi dagli azzurri. Benitez corre ai ripari richiamando Pandev in panchina ed affidandosi ad Hamsik. Primo cambio anche per Monk che punta sulla velocità di Dyer al posto di un evanescente Routledge. I cigni continuano a fare male in contropiede: al 66′ gestione scellerata di un tiro franco da parte del Napoli, Hernandez parte in contropiede, cross preciso per la testa di Bony, Reina si ritrova il cuoio tra le braccia. Continua la girandola di cambi: fuori Insigne, tra i migliori, dentro Mertens, Monk invece si copre inserendo Taylor, terzino basso, al posto di Emnes. Il belga accende subito la luce: al 77′ fiammata dell’ex Psv, pasticcio di Williams che serve indirettamente Higuain, destro al volo del Pipita che firma il nuovo sorpasso. Monk si gioca l’ultima carta all’81’: dentro Pozuelo al posto di De Guzman. Immediata la contromossa di Benitez che richiama Callejon e inserisce Britos: si passa al 4-3-3 con Henrique a dar man forte al centrocampo. Ma il Napoli non smette di soffrire. Un brivido corre lungo la schiena dei tifosi partenopei all’86’: punizione di Hernandez, colpo di testa di Tiendalli, Reina vola e si rifugia in angolo. Gli azzurri non riescono proprio a chiuderla: in un solo minuto il Napoli spreca due occasioni monumentali prima con Higuain (Davies salva sulla linea, ndr) e poi con Hamsik, che cincischia a tu per tu con Vorm. Lo slovacco si riscatta in pieno recupero: Higuain lavora un buon pallone, il cuoio arriva ad Hamsik che lo smista velocemente ad Inler, controllo ad evitare Vorm e palla nel sacco per il 3-1 che chiude i giochi. Agli ottavi ci va il Napoli, ma quanta fatica per avere ragione dei cigni gallesi.

Francesco Auricchio