ESCLUSIVA. Acerra FC. Parla Messina: “In alto i colori granata”

Nel week end appena trascorso è cominciato, tra gli altri, anche il Campionato di Seconda Categoria Campano. Ai nastri di partenza si presentava per la prima volta in assoluto l’Acerra Football Club, nuova squadra di calcio acerrano che, nella prima giornata del girone B, ha esordito con un pareggio sul campo della S.A.S. Altair Giugliano. In esclusiva per i propri lettori, la redazione di Sportcampania ha incontrato uno dei soci fondatori, nonch√© calciatore, della nuova realtà granata: il vicepresidente Giuseppe Messina.

Anzitutto parliamo di te. Oltre ad un ruolo societario, hai anche un ruolo sportivo?
Si. Sono uno dei soci fondatori della società e, nel tempo libero, sono anche calciatore (ride ndr).

Come è nata l’idea di fondare una società di calcio?
La molla è scattata quando ci siamo resi conto che una città come Acerra, che vanta una popolazione di circa sessantamila abitanti e possiede quindi un grosso bacino di potenziali calciatori, non potesse non avere una rappresentativa calcistica. Più che un’idea è il perseguimento di un sogno. La voglia di sport e di rinascita sociale del nostro paese, ci hanno dato la spinta necessaria per far s√¨ che questo sogno potesse realizzarsi. Mio padre, poi, è stato per anni calciatore, anche dell’Acerrana. E’ stato lui principalmente a tramandarmi la passione per questo sport e a darmi le giuste motivazioni per intraprendere questo nuovo percorso.

A quanto pare non è solo in questa avventura.
Infatti. Siamo un gruppo di amici molto affiatato, ognuno dei quali occupa in società un ruolo ben definito. Con tanta dedizione e impegno siamo riusciti a intraprendere questo percorso, non solo sportivo, ma anche sociale.

Più volte hai introdotto la parola sociale. In che modo l’Acerra F.C. si propone come progetto sociale?
Innanzitutto, vogliamo fornire la possibilità e l’occasione di poter praticare lo sport fuori dagli orari scolastici e lavorativi. Ci proponiamo come un’attività ludico ‚Äì sportiva che permetta, ai giovani acerrani, di potersi aggregare in qualcosa che sia sano e produttivo al tempo stesso. Tra gli obiettivi principali c’è quello di riuscire a coinvolgere il maggior numero di persone; per questo, diamo la possibilità a chiunque voglia farlo, di poter venire al campo per allenarsi con noi. Nessuno è escluso. Vogliamo entrare nelle scuole, aggregare il maggior numero di associazioni. Vogliamo che la nostra proposta coinvolga tutti e che tutti si sentano parte di questo progetto.

Se si parla di calcio ad Acerra, chiunque con un po’ di memoria calcistica pensa all’Acerrana, storica squadra cittadina. Il vostro simbolo è però un aquila, e non il tradizionale toro granata. Qual è il motivo di questa scelta?
La motivazione è semplice: vogliamo che l’aquila rappresenti la voglia di far volare alto il nome della nostra città. Sono in molti a chiederci del perch√© non abbiamo riproposto il toro come simbolo, ma il rispetto per la storia dell’Acerrana e la stima per quanti l’hanno scritta ci hanno portato ad effettuare una scelta differente. Abbiamo però deciso di mantenere i colori sociali, storici per la città‚Ķa quelli non potevamo rinunciare. In ogni caso l’Acerrana continua a mantenere il titolo grazie alla rappresentativa Juniores.

In che modo la città sta rispondendo alla vostra proposta?
Molto positivamente. Non credevamo, infatti, in poco tempo, di creare un connubio così affiatato. Sono molte le persone e i commercianti che hanno deciso di aderire al nostro progetto e ci stanno appoggiando sia moralmente che economicamente.

Intanto domenica c’è stato l’esordio in campionato, sia per la squadra che per te personalmente; qual è stata la sensazione che hai provato nello scendere in campo con la maglia granata?
Un emozione unica, è stato un bel pomeriggio di calcio. Nonostante fossimo a circa venti di chilometri da Acerra, sembrava giocassimo in casa. L’apporto dei nostri sostenitori è stato fantastico.

Nonostante ciò non siete riusciti ad andare oltre il pareggio. Pur essendo passati per ben due volte in vantaggio, siete tornati a casa con un solo punto. Si tratta di due punti persi o un punto guadagnato?
Sono sicuramente due punti persi. Abbiamo avuto più volte la possibilità di chiudere la partita, ma siamo stati poco lucidi in fase realizzativa; alla fine loro hanno trovato il goal del pareggio, anche se viziato da un fallo di mano abbastanza netto.

Adesso l’appuntamento è sabato al Comunale di Acerra. Un campo di categoria superiore, sul quale si sono disputati campionati importanti come la di serie D.
Infatti siamo molto emozionati. Alcuni di noi hanno già calcato il manto del Comunale e magari per loro sarà più facile. Ce la metteremo tutta, e cercheremo di non sentire troppo l’emozione dell’esordio in casa.

Arriva la Sangiovannese, che alla prima uscita ha battuto il Cardito con un netto 6-0.
Sarà sicuramente una gara non semplice. Loro vengono da un risultato che ha fatto clamore e saranno motivati per dimostrare che non si è trattato solo di un episodio. Dal canto nostro, non vogliamo certo sfigurare alla prima davanti al nostro pubblico e vogliamo cominciare a dare un senso a questo progetto anche dal punto di vista sportivo. Ci aspetta una dura partita.

Fabio Sposito

 

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