Ercolanese. Risorgimento granata: quando la vera arma è dietro le quinte

Una stagione da incorniciare, numeri importanti per l’Eercolanese fresca qualificata ai play-off di Serie D con tre giornate d’anticipo. Dietro le tre di testa Nocerina, Vibonese e Troina, oltre ad allenatore e squadra c’è la mano del direttore sportivo, Marco Mignano. Un risultato neanche preventivato, ma sicuramente tanto sperato da parte dei Presidenti Annunziata-Mazzamauro. Con 60 punti in classifica e due partite da giocare il sodalizio della città degli scavi si ritrova a festeggiare come unica campana allestita quasi totalmente con calciatori campani e allenata da un campano.

Un traguardo davvero importante per una squadra partita per un campionato dignitoso, a migliorare la salvezza all’ultima giornata dello scorso campionato, neanche particolarmente digerito dagli alti vertici della società granata.

Numeri da record di una squadra ben assemblata e costruita ed è proprio da qui che parte la magia di Mignano. Un lavoro certosino iniziato alla fine di giugno partendo dalla necessità e volontà di riportare mister recordman a condurre la squadra verso lidi più edificanti.

Missione compiuta, ma con una squadra da costruire. I capi saldi della rosa sono mantenuti, optando per una scelta intelligente ed oculata di continuare a puntare sugli over che già nelle passate stagioni avevano costruito le fondamenta della squadra. Accanto a loro una ricerca minuziosa di under da plasmare, ma che già potessero esordire con una certa base da cui partire a su cui fare affidamento. Non a caso la selezione è stata serrata e il parco under dell’Ercolanese non può che essere invidiato.

Partiamo da Carlo Mascolo, giocatore su cui gli ercolanesi contarono anche lo scorso anno, ma che non era riuscito a prendere il posto di Mennella. Un porto sicuro su cui approdare, nonostante l’Ercolanese non sia tra le migliori difese del campionato, l’estremo ha sempre dato sicurezza. unico neo quel gol di Gela su cui, il ragazzo, ha poco da rimproverarsi essendo stato preso in contro tempo da una leggera deviazione. Francesco Rossi, già granata ai tempi dell’Eccellenza, esterno d’attacco trasformato in un terzino che riesce a garantire spinta e una certa solidità difensiva. Esposito, una perla perfezionata dal tecnico Gigi Squillante. Fusco ex Benevento che ha subito un inizio campionato poco sereno a causa di una pubalgia.

Passiamo poi a Alessandro Coppola, centrocampista del Torino, capitano della Juniores e poi sotto età nella Primavera granata mandato in Campania per fare esperienza. Rekik, titolare indispensabile dell’11 titolare di Squillante, Todisco, ex Avellino. A parte Fusco ed Esposito tutti in gol.

E proprio parlando di gol, la squadra della città degli scavi è riuscita a mandare a rete 17 calciatori diversi con Bruno El Ouazni tornato a segnare come un tempo nonostante le assenze per infortunio.

Una squadra che ha creato una coesione tale da muoversi all’unisono e a memoria ancora meglio del Napoli di Sarri e che con l’amalgama del passato e del presente è riuscita in una vera e propria impresa. Play-off ed un sogno chiamato promozione ha appena sfiorato le fantasie degli ercolanesi nelle prime giornate di campionato.

Un’orchestra sinfonica, con un Compositore che è riuscito a mescolare gli strumenti e le voci migliori per poter creane un concerto armonioso ed entusiasmante.

Cristina Mariano