Dopo aver disputato un grandissimo campionato alla guida dell’Eclanese, l’allenatore Alessio Martino ha rilasciato un’interessante intervista per Sport Campania. Martino ha ripercorso i suoi primi anni di carriera da allenatore fino all’ultima annata dove ha sfiorato i playoff con una squadra, l’Eclanese, che ad inizio stagione era data per la lotta salvezza. L’allenatore ha parlato anche del suo futuro e delle questioni legate ai playout cautelativi tanto contestati negli ultimi giorni.
Partiamo dall’Eclanese, campionato disputato alla grande: zero sconfitte in casa ma un piccolo rammarico per non aver raggiunto i playoff. Come spiega un campionato cos√¨ importante nonostante tutti vi dessero in lotta per la salvezza?
“Beh è un campionato disputato alla grande e purtroppo solo il mancato raggiungimento dei playoff ci ha impedito di conquistare un record storico. Devo ammettere che se avessimo raggiunto i playoff per noi sarebbe stato come vincere un campionato, detto ciò i risultati conquistati in questa stagione sono eccellenti. Se abbiamo disputato questa grande stagione è proprio perch√© il nostro lavoro si è protratto da più di due anni a questa parte con la crescita di diversi calciatori, qualche cessione e l’inserimento di altri che anche in Promozione non erano valorizzati. L’anno scorso dopo aver fermato Agropoli e Cervinara abbiamo acquisito la consapevolezza di poter mirare ad una salvezza tranquilla puntando su giovani validi e calciatori di esperienza ricchi di stimoli. “
Dopo le prime giornate chiese le dimissioni (poi respinte) forse perch√© la squadra non riusciva a rendere in trasferta. Può essere stata quella la chiave di svolta?
“Esattamente, credo che dopo la sesta partita ci sia stata la svolta. In 23 partite abbiamo conquistato ben 45 punti, eravamo primi con questa media e il girone di ritorno siamo stati secondi solo alla Polisportiva Santa Maria per aver perso l’ultima partita e per me è un gran risultato. Le mie dimissioni non furono una provocazione, ma si vede che nella testa dei calciatori è scattato qualcosa di fondamentale per migliorarsi. La squadra ha acquisito stimoli nuovi e, dopo la sconfitta meritata sul campo del Costa d’Amalfi, abbiamo ridimensionato la rosa con la cessione di due calciatori che ci avevano fatto vincere il campionato di Promozione (data l’età di questi). Ci siamo riuniti, abbiamo parlato e ci siamo ricaricati ed abbiamo iniziato a fare risultati importanti anche in trasferta e la chiave di svolta è stata probabilmente la gara vinta 6-0 contro la Scafatese.”
Quanto ha influito la serenità dirigenziale e dell’ambiente affinch√© il suo lavoro procedesse in maniera spedita e vincente?
“Credo di aver sempre scelto bene i miei mandati, questo è il sesto anno terminato e devo ammettere di essermi sempre trovato bene con tutti i presidenti avuti. Attualmente il rapporto tra me e il presidente Casale è eccezionale, lui non mi ha mai fatto mancare nulla e la stima è sempre stata reciproca. Restare su una panchina per ben tre stagioni ed essere riconfermato dal proprio presidente per la quarta è un grande orgoglio, vuol dire che abbiamo fatto davvero bene e non può che farmi tanto piacere. In passato lasciai per approdare all’Eclanese che all’epoca era una nobile decaduta e la scelta si rivelò vincente dato che in un anno ritornammo in Eccellenza e da li ad oggi non ho più lasciato questa gloriosa squadra. I presidenti che ho avuto, i dirigenti e la stampa locale mi hanno sempre dato il massimo appoggio ed hanno sempre riconosciuto i meriti miei e della squadra. Io sono sempre stato anticonformista, qualche volta non sono stato compreso su alcune scelte ma i risultati mi hanno quasi sempre dato ragione e questo mi ha dato la forza di andare avanti. Mirabella Eclano non ha un gran seguito di pubblico, ma quest’anno, grazie ai risultati, siamo stati in grado di avere maggiori presenze arrivate dai paesi limitrofi e ciò ci rende ancora più orgogliosi.”
Quali sono le squadre che le hanno maggiormente impressionato?
“Alla fine del girone d’andata dissi che il campionato l’avrebbero vinto o il San Tommaso o il Santa Maria perch√©, a mio avviso, erano le squadre più quadrate ed attrezzate anche se non belle da vedere sotto l’aspetto del gioco. In effetti ho indovinato il vincitore del campionato (San Tommaso) in tempi non sospetti perch√© ho notato tanta compattezza e concretezza di gioco. Molte squadre hanno espresso grande gioco ma sono venute meno nei momenti decisivi e questo ha spianato la strada alla formazione di Messina che è riuscita a mantenere un importante filotto di risultati importanti fino alla fine. Detto ciò la squadra che secondo me ha espresso il calcio migliore è il Costa d’Amalfi che, ahimè, ci ha tolto la soddisfazione di giocare i playoff. Purtroppo a penalizzarci sono stati gli scontri diretti che hanno fatto si da portare la squadra di Ferullo ai playoff e l’Eclanese poco dietro.
Molti ex grandi calciatori di Serie A hanno miseramente fallito le loro prime esperienze da allenatori mentre altri hanno raggiunto grandi risultati senza essere stati calciatori di prima fascia. Lei che stai facendo una lunga gavetta, cosa pensa a riguardo? √à vero che il mestiere di calciatore è del tutto diverso da quello di allenatore?
“Credo che il binomio tra ex calciatore ed allenatore non debba per forza essere una legge anche perch√© spesso è capitato il contrario. Credo che ognuno di noi abbia la predisposizione verso un lavoro ed è chiaro che chi ha giocato a calcio, anche non a grandi livelli, possa avere un connubio ed un vantaggio nell’intraprendere poi la carriera da allenatore. Personalmente credo che un bravo allenatore, oltre ad avere avuto l’esperienza del campo, avrà anche assimilato un’ottima formazione da parte degli allenatori che ha incontrato durante la sua carriera. Io nella mia carriera ho vestito la maglia del Palermo fino a 19 anni, dopodich√© ho sempre militato tra Eccellenza e Serie D avendo avuto però la fortuna di militare in squadre allenate da tecnici all’avanguardia come Morgia, Capuano, Simonelli, Di Cicco, Sonzogni e altri che mi hanno dato davvero tanto. Per il resto in undici anni di carriera per sette ho fatto il capitano e anche questo mi ha aiutato a concepire il concetto di leadership facendomi acquisire credibilità dai miei compagni di squadra. Ho capito di poter intraprendere la carriera di allenatore dopo il mio primo anno ben riuscito. Per quanto riguarda i grandi calciatori che non sono riusciti ad essere grandi allenatori alle loro prime esperienze dico che un allenatore formato dal basso ha sicuramente più probabilità di crescita perch√© andando per gradi si riesce ad acquisire un’esperienza che può portare a scalare i vertici del calcio. Poi è chiaro, ci sono casi eccezionali come Guardiola, ma questi sono fenomeni.”
Nel futuro di Martino ci sarà ancora l’Eclanese? Oppure pensa sia giunta l’ora di allenare a livelli più alti?
“Questa è una domanda a cui è brutto rispondere perch√©, ripeto, nei due trienni che ho allenato ho sempre scelto io di andar via, credo che qualunque allenatore abbia dentro di se la voglia di andare avanti e aumentare la propria esperienza. Credo di aver meritato sul campo di poter allenare in categorie superiori anche se il presidente Casale mi ha già riconfermato tramite la stampa per il quarto anno. Io e Casale abbiamo un rapporto splendido, lui non ha mai opposto resistenza nelle mie scelte e sono sicuro che se dovessi ricevere chiamate importanti da categorie superiori non si opporrà perch√© entrambi siamo molto orgogliosi. C’è da dire che il mercato allenatori è differente da quello dei calciatori, spesso non vengono riconosciuti i meriti dei tecnici e c’è da dire che quello che personalmente mi sono conquistato l’ho fatto dedicando anima e corpo alle mie squadre ottenendo ottimi risultati. Ammetto di voler provare stimoli nuovi allenando in Serie D oppure una squadra di Eccellenza ben organizzata a vincere il prossimo campionato. Per quanto riguarda l’Eclanese credo sia giunta l’ora di alzare l’asticella e abbandonare la convinzione di doversi semplicemente salvare. Spero che il presidente Casale possa trovare altri imprenditori capaci di aumentare il capitale della società e far crescere il blasone. Fare passi indietro sarebbe molto triste, credo che l’Eclanese debba pensare a diventare una grande, detto ciò voglio ancora elogiare il mio presidente che, riconfermandomi, ancora una volta mi ha fatto sentire orgoglioso di aver allenato questa squadra.”
Cosa pensa di questa ingiustizia subita da Real Forio, Puteolana, Scafatese e Faiano? Possibile costringere queste squadre che avevano già festeggiato la salvezza a tornare in campo per i playout cautelativi?
“Credo che questo sia successo perch√© la FIGC Campania ha sbagliato la tempistica della comunicazione. Questo se non sbaglio è avvenuto anche nel Veneto ma in quel caso la comunicazione arrivò già diversi mesi primi permettendo alle squadre coinvolte di allenarsi fino all’ultimo. Posso comprendere la rabbia delle compagini coinvolte che sono state costrette a ritornare in campo dopo ben cinquanta giorni dalla fine dei playout regolari, tuttavia era una situazione prevista dallo statuto della Federazione. Per quanto riguarda il mio pensiero, credo che questi playout cautelativi serviranno a poco, dato che solitamente sono diverse le squadre che non si iscrivono al prossimo campionato di Eccellenza. Sono convinto che le retrocesse da questi playout cautelativi le ritroveremo normalmente ai nastri di partenza del prossimo campionato”.
Foto: Carol Violante




