Doping: genitori Pantani,”Marco pulito, perseguiremo calunniatori”

Marco Pantani “e’ stato sottoposto a centinaia, forse migliaia di controlli antidoping, a tutte le ore del giorno e della notte, in qualsiasi parte del mondo, nel pieno rispetto delle regole sportive e civili. Non e’ mai risultato positivo, non e’ mai stato squalificato, non e’ mai stato declassato. Eppure nonostante questa elementare e notoria verita’ il suo nome viene periodicamente, quasi scientificamente accostato al doping”. Lo scrivono in una lettera Paolo e Tonina Pantani, genitori del Pirata, all’indomani delle conclusioni della Commissione del Senato francese relative all’uso di Epo nei Tour ’98 e ’99. Il nome di Pantani, che trionfo’ nel 1998, figura assieme ad altri corridori nella ‘lista nera’. I genitori del ciclista scomparso tragicamente il 14 febbraio 2004 scrivono che Marco “non e’ stato soltanto un grande campione che ha portato lustro e prestigio allo sport italiano e all’Italia, e’ stato soprattutto una brava ed onesta persona. Noi che piu’ di ogni altro lo abbiamo conosciuto lo possiamo affermare con certezza”. Marco “e’ pero’ famoso in tutto il mondo per le sue imprese sportive, per la sua classe, per il suo coraggio. Marco e’ diventato un mito”. Aggiungono che “anche in questi giorni si e’ parlato con superficialita’ di togliergli il Tour salvo poi correggere il tiro e riconoscere che l’iniziativa sarebbe stata illegittima ed insensata. Si e’ parlato di una fantomatica lista in cui il suo nome, qualora vi fosse stato, vi sarebbe stato illegalmente e senza ragione inserito. Per non citare infine quei personaggi che urlando contro di lui si ritagliano un minuto di squallida notorieta’”. I genitori di Pantani assicurano che “non e’ una valvola di sfogo del nostro privato dolore, non e’ la ricerca di un omertoso silenzio reclamato per un senso di pieta’ conseguente alla sua tragica fine; il nostro e’ il naturale diritto e l’essenziale dovere che come genitori ancor oggi ci compete per tutelare, nei limiti delle nostre possibilita’, il suo nome, il suo onore ed il rispetto della legge. Qualcuno in queste ore ha parlato di violazione delle regole sbandierando ipotetici risultati ottenuti, quelli si’, proprio in violazione delle regole e quindi assolutamente illeciti ed inattendibili. Siamo cosi’ pervenuti a declamare come verita’ quelle che sono soltanto illazioni ed insinuazioni e come tali non ulteriormente tollerabili”. Per questo motivo – concludono – abbiamo dato mandato ai nostri legali di perseguire, in tutto il mondo, ogni persona, sia essa politico, scrittore o semplice cittadino che in qualsiasi forma di comunicazione: stampa, televisione, facebook o normale conversazione, affermi o insinui che Marco abbia fatto ricorso, nella sua breve vita, a pratiche illecite. Le leggi stabiliscono se una persona ha barato e le leggi hanno sancito, per sempre, che nostro figlio e’ una persona pulita”. (AGI)

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