Di sfiDe in sfiDe. Gladiator-Gelbison: Giotto contro Cimabue, con un destino da cambiare

Domenica al Piccirillo di Santa Maria Capua a Vetere si scontreranno Gladiator e Gelbison, due squadre che lottano per un posto in Serie D nella prossima stagione. I sammaritani, reduci dalla vittoria contro la Fidelis Andria è attualmente al 10 posto in classifica, mentre i vallesi in piena zona play-out nonostante il pareggio contro il Francavilla di domenica scorsa.

Una partita singolare, non tanto per la posta in palio, quanto per la dietrologia. Da un lato ci sarà Pasquale Borrelli, dall’altro Gigi Squillante, ex di turno, ma anche maestro del tecnico napoletano. Da Squillante, infatti, Borrelli ha preso molto, ma riuscendo ad adattarlo a sua immagine e con il proprio credo, oltre che alla rosa. Partendo da un 4-3-3, infatti, Borrelli ha deciso di optare prima per un 3-5-2 e poi per un 4-2-3-1 nel quale cerca di valorizzare le caratteristiche dei propri calciatori. Per Squillante, arrivato a campionato in corso, il lavoro di trasformazione è ancora in atto. Infatti dopo alcune partite con il 3-5-2, il tecnico sarnese ha avuto calciatori per arrivare al 4-3-3, ma sono ancora in fase di lavorazione gli schemi tattici.

Dall’inizio della sua carriera, Borrelli ha sfidato solo due volte Squillante, nel lontano 2015/2016 quando il primo era alla prima esperienza da allenatore sulla panchina del Portici, mentre il secondo militava nell’Ercolanese. I precedenti parlano di un pareggio per 1-1 e una sconfitta dell’Ercolanese in quella stagione, l’unica dei granata.

Due modi di giocare differenti, ma un comune obiettivo: la vittoria e la salvezza. Squillante non riesce a portare a casa i tre punti da otto giornate, mentre Borrelli cerca la continuità che ha perso da qualche giornata. I nerazzurri arrivano, però, da tre risultati utili consecutivi, due pareggi e la vittoria di domenica. Trend che migliora nettamente il posizionamento in classifica, ma che mette a tacere anche le prime contestazioni da parte dei tifosi.

Si confrontano due allenatori propriamente offensivi, che vogliono giocare a viso aperto e creano molte occasioni da gol. Due formazioni giovani, che spesso si lasciano trascinare dalla pressione e dalla smania di fare bene, oltre che dall’emozione di un’occasione golosa.

A distanza di tre stagioni i due tecnici si confrontano nuovamente, tanto è cambiato da allora, ma resta uguale l’obiettivo: la salvezza.