CUS Avellino. Il tecnico Venezia e le “50 sfumature di…biancoverde”!

Il sole estivo rende afosa l’atmosfera al Coni di Avellino, siamo agli ultimi giorni dell’agosto 2014, il tecnico tiene a rapporto il gruppo, un vero e proprio branco di lupi del CUS Avellino calcio a cinque che si prepara alla serie C1. Avellino non è una piazza ambita di questi tempi, chi ha scelto di vestire biancoverde lo ha fatto per pura passione, vero e proprio attaccamento alla maglia, ci si prepara ad un campionato con ben tre derby, Futsal Solofra e ora anche Victoria Solofra a rimpinguare la frangia irpina, c’è voglia di fare bene ma anche consapevolezza nei propri mezzi: ci sarà da soffrire!

Pronti, via e dopo cinque gare il CUS Avellino ha in cassa ben 13 punti, frutto di 4 vittorie e un pareggio, una media se non da promozione di certo vicina ai playoff. A quest’inizio sfavillante si contrappone però una crisi profonda, ben 14 gare in cui i lupi racimolano appena 3 punti: è retrocessione! La svolta arriva col Real Sant’Erasmo, i lupi in trasferta fermano sul pari i rossoneri di mister Lieto in lotta playoff, un risultato che restituisce forza e vigore. E’ cos√¨ che il branco inanella 7 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta nelle successive 9 gara: alla 29^ giornata è salvezza diretta. Il trentesimo turno disputato sul campo amico contro la neopromossa Feldi Eboli segna una sconfitta indolore con entrambe le compagini a festeggiare gli obiettivi centrati.

Artefice di questa cavalcata è Generoso Genny Venezia, il tecnico del CUS Avellino, la redazione di Campaniagol lo ha intervistato per i suoi lettori.

Mister, dal Paradiso all’Inferno andata e ritorno, quali le cause di una crisi cos√¨ profonda?
Sin dal primo giorno di preparazione a fine agosto, ho preventivato quali sarebbero state le reali problematiche da affrontare. Ma ero sicuro dei miei ragazzi, perciò abbiamo superato la lunga crisi e ne siamo usciti rinforzati.

Senza giri di parole, la sua prima esperienza in panchina è stata influente anche sulla squadra?
Di certo dall’esterno si guarda ad un allenatore nuovo, che mai in passato aveva esercitato tale ruolo. Tra l’altro, da ex capitano, è ancora più difficile se alleni amici o ex compagni di squadra. Poi l’allestimento di una squadra molto giovane, con tanti alla prima esperienza in C1, diciamo che non è stato un esordio facile.

A pesare anche una rosa di certo non da alta classifica, uscita però sempre a testa alta.
Effettivamente l’organico era inferiore a quello avuto nelle precedenti stagioni, mancava qualche atleta che, negli anni scorsi, ci garantiva ricambio in quantità e qualità di gioco. Ho fatto di necessità virtù, adattando il neo capitano Piero Erba nell’inedito ruolo di centrale. Abbiamo recuperato Lepore tra i pali che lo scorso anno, a causa del mancato utilizzo per la regola dell’under, aveva preferito giocare terzino sinistro in Terza Categoria. Come laterali sono stati maggiormente utilizzati Testa, un under di grande qualità, e Di Marzo, un gregario sempre attento ed ordinato nella fase difensiva a supporto del centrale. Infine ho sistemato Galeotafiore nel ruolo di pivot, da sempre laterale ha finalmente dato sfogo alla sua vena realizzativa.

Insomma i fantastici Quattro+1 hanno contribuito enormemente alla salvezza.
Ha pesato nell’economia anche l’exploit del Killer Galeotafiore con le 54 reti e il titolo di capocannoniere. Questi cinque elementi sono stati i pilastri dell’intero organico, facendo da traino a tutti gli atri componenti della rosa che di volta in volta venivano inseriti nel quintetto base.

Un bilancio definitivo sulla stagione e una proiezione al futuro prossimo.
Sono felicissimo della salvezza diretta, anche se resta il rammarico che potevamo fare meglio. Intanto ci godiamo la salvezza ma non ci siamo fermati, continuiamo ad allenarci al Campo Coni con due sedute settimanali. Futuro? Il direttore generale Lanzetta conosce la ricetta, a lui il compito di trovare gli ingredienti giusti per continuare a scrivere la storia del CUS.

 

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