Si scrive la parola fine sul processo che vede imputato l’ex Presidente del Comitato Regionale Enzo Pastore. Nell’ultimo grado di appello, il Collegio di Garanzia dello Sport, Pastore vi vede respingere il ricorso. Non solo. vengono confermate le condanne arrivate nel processo d’appello: 5 anni di inibizione e 18 mesi di reclusione per l’ex numero uno della FIGC Campania.
Di seguito il comunicato:
Nel giudizio iscritto al R.G. ricorsi n. 1/2018, presentato, in data 4 gennaio 2018, dal dott. Vincenzo Pastore contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) e la Procura Federale FIGC (con notifica effettuata anche alla Procura Generale dello Sport c/o il CONI) per l’annullamento della decisione della Corte Federale d’Appello della FIGC – SS. UU. -, di cui al C.U. n. 065/CFA del 6
dicembre 2017, con la quale, in accoglimento del ricorso della Procura Federale FIGC, è stata riformata la decisione del Tribunale Federale Nazionale, di cui al C.U. n. 12/TFN del 27 settembre 2017, e, per l’effetto, è stata rideterminata la sanzione irrogata all’odierno ricorrente nell’inibizione di 5 anni con la preclusione nella permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC, in luogo della inibizione di 18 mesi, per la violazione degli artt. 1bis, comma 1, e 7 del CGS FIGC.
Respinge il ricorso.
Le spese seguono la soccombenza, liquidate nella misura di € 5.000,00, oltre accessori di legge, in favore della resistente FIGC.
DISPONE la comunicazione della presente decisione alle parti tramite i loro difensori anche con il mezzo della posta elettronica.
Così deciso in Roma, nella sede del Coni, in data 1 febbraio 2018.
Redazione




