L’Italia rischia grosso, rimonta e batte il Giappone 4-3 qualificandosi per le semifinali della Confederations Cup con una giornata d’anticipo. Gli azzurri del ct Prandelli soffrono contro la selezione nipponica allenata da Zaccheroni che parte benissimo, domina per buona parte del match e sbatte ripetutamente contro i pali prima di incassare un k.o. immeritato.
“Abbiamo sofferto tantissimo, siamo stati fortunati ma abbiamo lottato fino alla fine per ottenere il risultato”, dice Pandelli tirando un sospiro di sollievo. “All’inizio non sapevamo cosa fare in campo, poi siamo entrati in partita ma i problemi non sono finiti -ha detto Prandelli analizzando la gara-. Soprattutto nel primo tempo non siamo riusciti a trovare le posizioni giuste in campo e ad interpretare i ruoli nel modo corretto, ma non credo che si sia trattato di cali di tensione. Semplicemente, non riuscivamo a trovare un assetto equilibrato e siamo stati costretti a spendere tante energie per rimediare. Anche il clima influisce molto sulla condizione e sulle prestazioni: si gioca con l’80% di umidità, non va trascurato. Al di là del fattore ambientale, dobbiamo comunque essere più attenti”.
Il ct ha apprezzato il carattere della squadra, capace di reagire e arrivare alla vittoria con il gol di Sebastian Giovinco nel finale: “Avremmo potuto anche accontentarci del pareggio, invece l’Italia ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra generosa. Ha cercato la vittoria fino alla fine e l’ha ottenuta”. La qualificazione alle semifinali del torneo è cosa fatta, la gara contro il Brasile, già qualificato dopo il 2-0 rifilato al Messico, in programma sabato sarà poco più di un’amichevole per chiudere la prima fase della Confederations Cup: “Dobbiamo soprattutto pensare a recuperare le forze, se non abbiamo nessuna intenzione di sottovalutare il match”.
Contro i verdeoro, però, bisognerà evitare l’avvio ‘sbadato’ che ha caratterizzato la gara contro il Giappone. Lo show degli asiatici comincia al 22′, quando De Sciglio inguaia Buffon con un retropassaggio folle: il portiere stende Okazaki, rigore e Honda trasforma per l’1-0 al 22′. L’Italia non c’è e il Giappone raddoppia: Kagawa colpisce, 2-0 al 33′.
Prima del riposo, finalmente, arriva il risveglio azzurro. Al 41′ De Rossi accorcia le distanze con un colpo di testa e poco dopo Giaccherini potrebbe completare la rimonta: palo, il 2-1 resiste fino al break. La ripresa comincia malissimo per il Giappone che, nel giro di 120 secondi, compromette la gara.
Al 50′ Uchida infila il pallone nella propria porta deviando in maniera maldestra un cross di Giaccherini. Al 52′, invece, l’arbitro argentino Abal concede un penalty a dir poco generoso per un fallo di mano che Hasebe non pare commettere. Balotelli ringrazia e, dal dischetto, firma il sorpasso: 3-2. Tutto finito? Macch√©. Il Giappone si riversa in attacco e trova il pareggio al 69′ con una perfetta incornata di Oakazaki.
Il 3-3 non sazia gli uomini di Zaccheroni, che continuano a spingere a caccia del successo. La precisione, però, non abbonda e sfumano almeno due occasioni colossali: prima Okazaki e poi Kagawa, praticamente a porta vuota, spediscono il pallone sul palo. Gli azzurri si salvano con una dose abbondante di fortuna e, prima del sipario, piazzano il colpo del k.o. definitivo. Marchisio si infila tra le maglie della difesa nipponica e offre a Giovinco una palla da depositare in rete: 4-3 all’86’, l’Italia se la cava.



