Città di Gragnano. Una legge poco chiara elimina i gialloblù dalla coppa: la situazione

Adesso è ufficiale, il Città di Gragnano è fuori dalla Coppa Italia di Serie D e non per mano dell’Audace Cerignola, ma per mano del Giudice Sportivo.

Tempestivo fu, il lunedì successivo alla vittoria dei gialloblu al San Michele, il preannuncio di ricorso con un dossier di ben 54 pagine, nel quale si denunciava la posizione irregolare di Giovanni Baratto, causa una squalifica mai scontata in occasione della medesima competizione nella stagione 2012/2013 quando era tesserato con il CTL Campania.

Il 28 agosto del 2012, il giocatore veniva espulso nella gara del Campania contro l’Ischia Isolaverde, causa un fallo di mano. La sanzione fu una giornata di squalifica, che dagli atti portati in esame non è mai stata scontata. Per le motivazioni non è questo il luogo, ma è il posto giusto per porsi un paio di domande.

Come riportato nel comunicato della LND, Giovanni Baratto in seguito allo svincolo dal CTL Campania ha giocato in altre squadre. Nel gennaio 2014 è stato tesserato dal San Vitaliano, squadra già eliminata dalla Coppa Italia. Nelle stagioni successive è stato nell’Arzanese, nel Progreditur Marcianise ed Herculaneum, rispettivamente nelle stagioni 2014/2015, 2015/2016, 2016/2017 giocando in Coppa Italia in tutte e tre le squadre. Anche quest’anno contro la Turris, il giocatore ha dato il suo contributo.

Parte da qui quindi il sospetto dell’Audace Cerignola? Non si sa.

Allo stesso modo non si capisce come mai la squalifica non sia andata in prescrizione. Infatti secondo quanto regolamentato dall’articolo 25 delle CGS, se non viene aperta una indagine Federale, per violazioni durante lo svolgimento delle gare, la squalifica ha validità di una stagione. Citando l’articolo 25 comma 1a: “Le infrazioni disciplinari si prescrivono al termine della stagione sportiva successiva a quella in cui è stato commesso l’ultimo atto diretto a realizzarle, qualora si tratti di violazioni relative allo svolgimento della gara”. Vale a dire che, secondo quanto riportato, la prescrizione della squalifica di Baratto doveva partire dall’inizio della stagione 2014/2015.

Il Gragnano comunque non sembra intenzionato ad andare nuovamente davanti al Giudice Sportivo, nonostante, come dichiarato dal Presidente Martone abbia definito la situazione “sui generis, con tratti addirittura bizzarri”. I gialloblu quindi prendono atto, ma escono dalla competizione da vincenti, sul campo, unico, teoricamente, vero giudice.

Cristina Mariano