Città di Gragnano. Si complica la questione San Michele, Franco: “Gara d’appalto? Autogol”

Nei mesi scorsi il Città di Gragnano aveva trovato un accordo con il Comune per prendere in gestione lo Stadio San Michele e quindi prendersi carico della sua ristrutturazione in linea con il progetto che il Presidente Franco ha intenzione di mettere in pratica, un progetto di crescita della squadra e di creazione di aggregazione sociale. Nei giorni scorsi, però, il Comune ha fatto retromarcia perchè intenzionato ad indire un bando pubblico, una gara d’appalto.

Questo tipo di soluzione potrebbe essere tranquillamente evitata in quanto la società del Gragnano è l’unica interessata a prendere in gestione lo stadio San Michele, ma anche e soprattutto l’unica realtà gragnanese ad avere le garanzie economiche giuste per poterlo gestire. Inoltre una gara d’appalto pubblica, oltre che prevedere tempi lunghissimi, diventerebbe deleteria per la società gialloblu, che avrebbe serie difficoltà ad organizzare e programmare la prossima stagione calcistica.

Ricordiamo, inoltre, che il San Michele, che ha ripreso vita nel 2015, non è a norma di legge per lo svolgimento di campionati professionistici ed è proprio per questo motivo che il Gragnano nella persona del Presidente Carmine Franco ha cercato un accordo per prendere in gestione l’impianto sportivo e operare affianchè le lacune strutturali che lo caratterizzano possano essere eliminate, chiedendo anche l’aiuto economico al credito sportivo. Questo non potrebbe essere fatto in caso di assegnazione dell’impianto tramite gara d’appalto, in quanto diventerebbe una struttura privata.

Sulla questione abbiamo chiesto delle delucidazioni proprio al Presidente Carmine Franco, che, in esclusiva, che ha spiegato anche la posizione della società in merito: “La Gara d’appalto sarebbe un autogol, in primo luogo perchè lo stadio deve essere ristrutturato e ovviamente le spese andrebbero sulle spalle di chi ne prende la gestione. Se loro prima lo ristrutturassero allora potrebbero poi metterlo nel bando pubblico perchè sarebbe un servizio a tutti gli effetti. In secondo luogo sarà un bando deserto, perchè se non troviamo l’accordo non ci presenteremo, e soprattutto visto che loro sanno che io sono l’unico interessato a prenderlo in gestione. Alla fine dell’anno, poi, quando noi lasceremo il Gragnano dovrebbero spiegare ai cittadini il perchè hanno deciso di indire un bando pubblico, deserto. Noi vogliamo creare con lo sport un’alternativa alla strada e in un paese a rischio criminalità questa è l’alternativa più valida. Ho chiesto, proprio per questo motivo, anche di spostare a Gragnano il nostro settore giovanile, ma ho visto alzarmi dei muri. Mi rincuora che tutti i tifosi mi stiano sostenendo come possono. Se il Comune dovesse fare dietrofront e chiederci di incontrarci per un accordo io sono più che disponibile, ma non in questa condizione anche perchè i tempi per una gara di appalto sono lunghissimi”.

Per ben chiarire, ulteriormente, la motivazione che ha portato il Comune a prendere la decisione di indire una gara d’appalto è da ritrovarsi nella citazione di un documento riguardante la città di Torino: “Loro prendono l’esempio di una piscina comunale, ma a parte che Torino è una città con molti più cittadini rispetto a Gragnano, l√¨ erano interessate diverse persone, quindi le due situazioni non possono essere paragonate. Io ci tengo a sottolineare che ci stiamo trovando di fronte ad una situazione di strafottenza. Non fanno niente per far crescere lo sport a Gragnano”.

Si attendono sviluppi.

Cristina Mariano

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