Città di Gragnano. Querelle stadio: emergono le prime contraddizioni

La querelle tra il Città di Gragnano e il Comune di Gragnano continua ad avere piede. Ieri avevamo annunciato che il Presidente Carmine Franco era stato contattato dal Consigliere Comunale Mascolo per un incontro. Incontro che, però, non si è realizzato perchè lo stesso Consigliere non si è presentato al campo, dove il Presidente lo aspettava, bens√¨ voleva un incontro nel suo studio.

Non solo. Secondo quando dichiarato su Stabia Chanel dall’attuale sindaco Cimmino, lo scorso 22 maggio emergerebbero le prime incongruenze e contraddizioni. Infatti, all’epoca Cimmino annunciò un nuovo “regolamento per la gestione in affidamento della strutture sportive. Dopo il completamento del campo sportivo San Michele è necessaria una riorganizzazione normativa non più rinviabile. Un nuovo regolamento che avrebbe dovuto facilitare ed avvantaggiare, oltre che tutelare chi avrebbe voluto investire sulle realtà sportive, sia giovanili che non, e chi avrebbe intenzione di usufruire dell’impianto sportivo.

Tutto questo preambolo ricondurrebbe all’identikit del Presidente Franco e del suo Città di Gragnano. Come abbiamo avuto modo di raccontare in più occasioni, il patron gialloblu ha creato un progetto, che vorrebbe realizzare, che coinvolgerebbe sia i giovani gragnnesi, cercando di avvicinarli allo sport ed allontanarli dalle strade, sia la prima squadra provando a condurla prima in Lega Pro e poi, ambiziosamente, in Serie B. Da qui la necessità di avere uno stadio che risponda ai requisiti necessari affinchè la squadra non sia costretta ad andare via dalla propria città per poter giocare.

Ricordiamo che lo stadio San Michele ha ripreso vita lo scorso anno, con un costo di 1.2 milioni di euro, ma nonostante questo non è a norma per disputare i campionati professionistici. Per questo motivo, il Gragnano ha chiesto di prenderlo in gestione, per poter usufruire dei fondi europei e dei fondi CONI per ristrutturarlo e completarlo.

I piani del Comune, però, sembrerebbero essere diversi. Infatti, secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, sembrerebbe che la primaria intenzione dell’amministrazione comunale presieduta da Cimmino, sarebbe quella di spostare lo stadio in modo tale che dove attualmente sorge l’impianto sportivo venga costruita una piazza. Da qui, la gara d’appalto.

Adesso ai cittadini, tutti al fianco del Gragnano Calcio in difesa della vita sportiva in città, non resta che chiedersi:

1- Alla luce della necessità di lavori di ampliamento e ristrutturazione, non era meglio spendere l’anno scorso, qualcosa in più ma avere uno stadio all’avanguardia che potesse essere un fiore all’occhiello della città e della realtà sportiva gragnanese?

2- Perchè appena un anno dopo dalla sua realizzazione si ha intenzione di spostare il San Michele in un’altra zona del paese per sostituirlo con una pizza?

3- Se il Gragnano sarà costretto ad andare via, chi giocherà nel nuovo campo che si vuole realizzare a spese dei cittadini?

4- Ma soprattutto, cos’è cambiato nel San Michele in questi sei mesi di amministrazione Cimmino?

Cristina Mariano