Circolo Savoia. La festa per l’oro di Capuano ai mondiali di canottaggio

Circolo Savoia in festa per la medaglia d’oro di Ivan Capuano, il canottiere bianco blu che è salito sul gradino più alto del podio ai Mondiali juniores di Amburgo nel 4 con. Vincendo il titolo iridato giovanile, Capuano ha aggiunto un’altra, prestigiosa medaglia ad una stagione che l’ha già visto protagonista ai Campionati Italiani junior (oro nel doppio con Cristian Tuli) e Under 23 (oro nel quattro di coppia con Tuli, Stefano Graziuso e Fabio Santillo).

Siamo molto felici, questo oro è un grande risultato per tutto il Circolo Savoia, per la sezione canottaggio e soprattutto per Ivan, dice Carlo Molino, vicepresidente sportivo del sodalizio di Santa Lucia. Capuano è un atleta nato e cresciuto al Savoia, un canottiere in piena ascesa per il quale abbiamo grandi progetti nel mondo dello sport e dello studio.

Capuano, che ha ricevuto i complimenti del presidente Carlo Campobasso, ha iniziato a remare al Circolo Savoia a 9 anni, allenato da Flaviano Ciriello. Ha vinto medaglie in tutte le categorie giovanili. Ringrazio il Savoia che mi ha permesso di allenarmi tutti i giorni e contemporaneamente portare avanti gli studi. Questa medaglia mi rende felice, la dedico a mia madre che è venuta ad Amburgo per sostenermi e ai miei allenatori Mariano Esposito e Andrea Coppola.

Una gioia resa doppia dal fatto che il 4 con italiano era formato per tre quarti da canottieri napoletani: con Capuano nel ruolo di capovoga, c’erano Andrea Maestrale del Posillipo e Francesco Tassia dell’Ilva Bagnoli al timone, oltre a Dario Favilli (SC Firenze) e ad Andrea Cattaneo (SC Bissolati). La barca italiana, nonostante i problemi di vento accusati nella prima parte, è riuscita a ricuperare il gap iniziale e infliggere alla Gran Bretagna oltre cinque secondi di distacco. Eravamo convinti di andare bene e, anche se inizialmente stavamo dietro, non mi sono perso d’animo e ho iniziato ad aumentare il ritmo, ha detto Capuano al sito federale canottaggio.org. Ho sentito la barca reagire e allora ho pensato: è fatta. Abbiamo prima tenuto a distanza la Nuova Zelanda e poi siamo andati all’attacco della Gran Bretagna e quando l’abbiamo superata è stato bellissimo: in un attimo è svanita anche la fatica che stavo facendo.