“Chi ama non dimentica”. Romaeo Menti: l’eroe di Castellammare

Romeo Menti, ricordato da tutti come Menti III, essendo il terzo della famiglia Menti a giocare a calcio, è stato un calciatore della Juve Stabia, del Vicenza, della Fiorentina e del Grande Toro.

GLI ESORDI ‚Äì Romeno Menti inizia la sua carriera da calciatore nel Vicenza, squadra nella quale militavano prima i fratelli maggiori. √à la squadra della sua città e proprio l√¨ è stato ideato il suo soprannome Menti III. Rimasto quattro stagioni, dopo due anni di serie C1, Menti trascina la squadra berica alla serie B. Nel 1928 viene venduto alla Fiorentina per una cifra di 68mila delle vecchie lire.

LA FASE VIOLA ‚Äì Arrivato alla squadra gigliata nella stagione 1938/1939, segna 44 gol nelle sue 75 presenze in due anni regala, prima la promozione in Serie A, vincendo il campionato della serie cadetta, poi il primo trofeo ufficiale: La Coppa Italia nella stagione 1939/940. Nel 1941 lascia la Fiorentina per trasferirsi al Torino, ma torna con la formula del prestito nella stagione ‚Äò45/’46. Questa è meno presente e meno incisivo.

LA PARENTESI STABIESE ‚Äì Approda a Castellammare di Stabia nella seconda parentesi dell’era granata, dal 1941 al 1943 (la prima fu al Milan nei primi sei mesi della stagione ‚Äò44/’45 n.d.r.) e ci rimane solo fino alla fine della stagione 1945. √à una breve ma intensa esperienza quella nella squadra gialloblù. La stagione calcistica, coincidendo con il periodo finale della seconda guerra mondale, non permette l’organizzazione di un campionato nazionale. Tutte le regioni programmano una competizione locale, che prende il nome di Campionato d’Italia liberata. In quell’anno la Stabia vince il titolo del Campionato Campano e si laurea campione d’Italia ‚Äìpareggiando con il risultato di 3 a 3 la partita contro il Napoli- ma alla società non viene dato alcun riconoscimento ufficiale.

ROMEO MENTI GRANATA E LA TRAGICA MORTE ‚Äì Nel 1941, lasciando la famiglia a Firenze, si trasferisce a Torino, sponda granata. Dal ’41 al ’43 gioca 50 partite segnando 22 gol. Nella nuova stagione si trasferisce al Milan, in prestito, per poi andare in Campania e poi tornare a Firenze. Nella squadra di Egri Erbstein e Leslie Lievesley torna nel 1946. Ormai trentenne non gioca molte partite, 81, ma si rende comunque protagonista dell’impresa che resta ad oggi ancora imbattuta: la conquista di cinque scudetti consentivi. Per la precisione, il suo contributo lo dà nella vincite degli ultimi tre campionati. Perde la vita in quel tragico 4 maggio 1949, quando di ritorno dall’amichevole contro il Benfica, a Lisbona, il charter che trasportava la squadra, una parte della dirigenza, gli allenatori ed tre giornalisti si schianta contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga. L’ultimo gol del Grande Toro è firmato proprio da Romeo Menti, in quel Benfica-Torino, era un rigore. La tragedia di Superga colpisce il cuore di tutti gli amanti del pallone di quell’epoca e delle epoche successive. Nelle ultime quattro giornate le squadre che disputavano quelle ultime partite hanno schierato le formazioni giovanili. Il campionato è stato vinto a tavolino. Menti III riposa al cimitero dell’Antella, in provincia di Firenze.

IL RICORDO ‚Äì Lo stadio del Vicenza, cos√¨ come quello di Montichiari e Nereto -in provincia di Teramo- sono dedicati a Romeo Menti. Nel 1984 a Castellammare Di Stabia viene costruito il nuovo stadio che viene dedicato al vecchio calciatore granata e giallorosso. L’inaugurazione è stata nel 1985 in un’amichevole di lusso contro i lupi biancoverdi dell’Avellino. Non solo, in suo onore è stata costituita una squadra dilettantistica, la GSD Romeo Menti di Allerona Scalo, che gioca nel campionato promozione della Regione Umbria.

La terza uscita della rubrica ¬´Chi Ama Non Dimentica¬ª è dedicata al ricordo di una delle 31 vittime della tragedia di Superga, in occasione, seppure anticipata di qualche giorno, del 66¬∞ anniversario della loro morte.

Cristina Mariano

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