Catanzaro-Salernitana 2-2. L’analisi “a freddo” del pareggio d’oro della Perrone-band

Quella vista sabato pomeriggio è stata la più bella prestazione della formazione granata.
Gli uomini di mister Perrone, mai, hanno temuto di perdere la gara anche quando si sono ritrovati sotto di una rete e soprattutto costretti a ‘rincorrere’ in inferiorità numerica dopo l’espulsione nel finale di primo tempo ai danni di Pasquale Foggia.
Superlativa la prova dei centrocampisti bravi ad a tenere il baricentro alto, evitando pressioni e forzature da parte dei padroni di casa.
Migliore in campo, Ricci, fa il vuoto nell’uno contro uno, si invola più volte verso la porta liberandosi agilmente degli avversari, l’arma in più per i granata.
Promossi a pieno titolo Tuia, Perpetuini e Mendicino, i primi due per aver mostrato di avere qualcosa in più dal punto di vista tecnico, mentre per Mendicino la rete è il giusto premio dopo le tante peripezie che hanno caratterizzata la lunga estate dell’ex eugubino.
Da rivedere Luciani e Capua, il primo soffre troppo Russotto e finisce per perderlo in diverse occasioni, il secondo non riesce ad impostare, le aperture di gioco con lanci lunghi non sono il suo forte.
Peccato per Rizzi e Foggia per le espulsioni, ingiuste, per loro niente match clou contro il Frosinone, scalpitano in panca Mounard e Volpe come ‘papabili sostituti’.
La Salernitana torna dal “Ceravolo” imbattuta, un punto d’oro in uno scontro diretto, ma affinchè questo punto valga doppio bisogna iniziare a vincere all’Arechi.