Come complicarsi la vita da soli. Anche al “Massimino”, il Napoli non riesce a scrollarsi di dosso gli ormai soliti limiti sotto il profilo della personalità, rischiando di riaprire una partita praticamente chiusa con un atteggiamento tanto rinunciatario quanto inspiegabile nell’arco della ripresa. Azzurri masochisti? Chissà, per ora meglio godersi il risultato ed il +10 sulla Fiorentina.
Angeli
1) Duvan ZAPATA – Tutti gli scettici giù dalla torre. Fuori Higuain e per i sapientoni erano già partiti i processi al massacro nei confronti di Benitez. Il maestro però ne inventa una delle sue e vince la personale scommessa col colombiano. Due occasioni, due reti nel sacco: meglio di cos√¨…
2) Josè Maria CALLEJON – Onnipresente. Con la Fiorentina è venuta fuori la sua duttilità, la propensione al sacrificio. Ieri ha azionato nuovamente il killer instinct: un gol e due assist, sempre decisivo da quando veste l’azzurro.
3) Marek HAMSIK – Lenta ripresa. Non arriva il gol, ma il primo tempo di Catania lascia intravedere buone speranze per questo finale di stagione. E domenica arriva la Juve al San Paolo, non aggiungiamo altro.
Demoni
1) Rafael BENITEZ – Dalle stelle alle stalle. Il primo tempo d’altri tempi cozza con la prova opaca della ripresa. Ingiustificabili i patemi d’animo regalati ai tifosi partenopei nel secondo tempo. Si arrabbia, impreca sul 4-2, ma se ancora oggi il Napoli non regge per 90 minuti e soffre per i soliti problemi, il principale capo d’accusa pende proprio sulla sua testa.
2) Raul ALBIOL – Benitez lo inserisce per dare qualità ed esperienza alla difesa, ma è proprio lui a perdersi Gyomber in occasione del 2-4. √à stanco e si vede, ma con la Juve davvero non si può fare a meno di lui. Claro Raul?
3) Miguel Angel BRITOS – Da Mazzarri a Benitez, l’altalena continua. Bene col Porto, male a Catania, purtroppo l’uruguaiano tradisce spesso e volentieri la fiducia concessa dal tecnico spagnolo. Tre anni tra alti e bassi, per giugno la valigia sarà pronta.
Francesco Auricchio




