Il direttore sportivo della Casertana, Aniello Martone, in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Ds della Reggina Salvatore Basile, poco fa ha risposto con un comunicato stampa, emanato sul sito web ufficiale dei falchetti: Abbiamo appreso con grande stupore delle parole del sig. Basile. Nelle scorse ore avevo avuto un colloquio telefonico con il presidente della Reggina Praticò che aveva manifestato tutto il suo dispiacere per il comportamento tenuto da alcuni suoi tesserati in occasione della sfida dello scorso gioved√¨. A questo aveva fatto seguito il comunicato stampa dello stesso presidente che aveva voluto ribadire pubblicamente le sue scuse. Insomma la vicenda sembrava essersi chiusa nel migliore dei modi, anche perch√© con il presidente Praticò c’è sempre stato un rapporto di grande cordialità. Invece oggi ci siamo ritrovati a leggere della vere e proprie farneticazioni. Il sig. Basile ha parlato di guerra sportiva. Beh, in campo tutto è ammesso, anche se in certi limiti. Se quanto accaduto, il sig. Basile ritiene si possa indicare come guerra sportiva, allora in futuro ci adegueremo nei suoi confronti quando le nostre strade si incroceranno nuovamente. Lo stesso sig. Basile ha poi detto di non sapere chi sia il nostro team manager Carmine Russo. Gli consigliamo di cercare su Wikipedia per rifarsi un po’ gli occhi con del calcio vero; quello stesso calcio che lui ha potuto vedere soltanto su Sky. Nulla da ridire, invece, nei confronti Reggina e dei sui suoi tifosi che hanno dimostrato grande maturità; a loro auguriamo un finale di stagione pieno di soddisfazioni. Certi colpi a vuoto di tesserati, però, rischiano di macchiare il buon nome di un club. Non avrei mai voluto tornare su questa vicenda, soprattutto perch√© siamo alla vigilia di una gara importante di campionato. Ma nessuno può permettersi di tenere certi comportamenti o di offendere professionisti che lavorano per una società seria e rispettabile come la Casertana FC.
Le dichiarazioni del direttore sportivo della Reggina, Salvatore Basile, a cui si riferiva il ds dei falchetti: Le due panchine si sono battibeccate, tant’è che anche mister D’Angelo della Casertana è stato allontanato dall’arbitro. Sono cose che succedono in tutti i campi, soprattutto quando la posta in palio è altissima. Per noi era la partita della vita. Ci può stare l’eccessivo agonismo. La tensione era alle stelle perch√© ci tenevamo a vincere la gara e regalare una gioia ai nostri tifosi.
Su quanto è accaduto con il giudice di gara: Tra primo e secondo tempo sono andato dal direttore di gara e mi sono lamentato per un rigore che non ci ha concesso. Poi, riguardando le immagini in Tv mi sono reso conto che aveva ragione lui. Purtroppo ammetto che ho avuto un comportamento scomposto, l’ho ingiuriato e offeso. Sei mesi di squalifica sono però esagerati. Faremo ricorso. Se ho spintonato l’assistente ? Mai, non ho mai toccato nessuno. Ho dei testimoni che possono dimostrarlo.
Il Ds della Reggina continua a spiegare: Tutto questo è dettato dal fatto che noi vogliamo salvarci che tra l’altro è l’obiettivo di inizio stagione. Lotteremo su tutti i campi con il coltello tra i denti. Abbiamo 32 punti in classifica e siamo la squadra più giovane del girone. Ottenere la salvezza con un team cosi giovane credo che sia una grandissima impresa. Questi ragazzi meritano di conquistarla.
Sul suo trascorso con i falchetti: Sono molto legato alla Casertana. Ce l’avevo solo con l’arbitro ma non con i dirigenti ospiti. La nostra società non si è mai lamentata degli arbitraggi anche se abbiamo avuto degli episodi a sfavore. Ho detto delle frasi brutte all’arbitro e di questo gli chiedo scusa.
Sulle parole del team manager della Casertana Carmine Russo: Ripeto che non è successo niente. Hanno solo trovato la guerra sportiva. La tensione era viva, si sentiva. Abbiamo fatto una battaglia sportiva e la faremo su tutti i campi perch√© abbiamo voglia di salvarci. Poi, non so manco chi sia Russo e di conseguenza non ho voglia di rispondere a un team manager. Anche noi abbiamo nel nostro organigramma questa figura che però non si permette di parlare di cose che non gli competono.



